Busitalia, fumata nera in Prefettura: resta lo stato di agitazione degli ex Simet
Nessun accordo al tavolo di conciliazione chiesto dalla Faisa Cisal. Il sindacato chiedeva una riorganizzazione temporanea dei turni in attesa del contratto di secondo livello. Nel mirino soprattutto la posizione dei lavoratori trasferiti a Crotone
CORIGLIANO-ROSSANO – Nessun accordo e vertenza ancora aperta. Si è concluso con una fumata nera il confronto tenuto ieri alla Prefettura di Cosenza tra Busitalia e Faisa Cisal, convocato nell’ambito della procedura di raffreddamento e conciliazione avviata dal sindacato.
Il punto di caduta non è stato trovato neppure su quella che Faisa definiva una soluzione temporanea: riorganizzare turnazioni e servizi nell’attesa di arrivare a un contratto di secondo livello capace, secondo la richiesta sindacale, di uniformare le condizioni dei lavoratori calabresi a quelle già applicate in altre realtà del gruppo.
Busitalia, riferisce Faisa Cisal, ha respinto la proposta e il tavolo si è chiuso senza margini di mediazione. La parte più delicata della vertenza riguarda i lavoratori provenienti dalla storica Simet, in particolare quelli la cui residenza lavorativa è stata spostata a Crotone.
È su di loro, sostiene il sindacato, che l’attuale organizzazione dei servizi finirebbe per produrre le conseguenze più pesanti. La questione si inserisce in una storia occupazionale già complessa. L’operazione avviata nel 2023 tra Simet e Busitalia Rail Service era nata con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare circa 45 posti di lavoro e nel marzo 2025 l’acquisizione del ramo di media e lunga percorrenza era stata presentata dal gruppo FS come un passaggio capace di garantire continuità e tutela occupazionale.
Ma già lo scorso maggio Faisa Cisal aveva riportato la vicenda al centro dell’attenzione, manifestando preoccupazione per il ridimensionamento di alcuni collegamenti storici e per le possibili conseguenze sui dipendenti.
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Dopo il mancato accordo in Prefettura, dunque, lo stato di agitazione resta aperto. Le segreterie territoriale, provinciale e regionale della Faisa Cisal, insieme alla Rsa rappresentata da Elda Renna, annunciano adesso la definizione delle prossime iniziative di protesta.
Modalità e tempi non sono ancora stati comunicati, ma dopo il fallimento della conciliazione la vertenza entra chiaramente in una fase più dura. Il tentativo di trovare una soluzione al tavolo prefettizio è fallito. Ora la partita torna fuori dalla Prefettura e passa alla mobilitazione dei lavoratori.