Una fiaccolata a Saracena per Federica Torzullo, Russo: «La violenza non abbia l'ultima parola»
Venerdì si terrà un cammino sobrio ed essenziale, pensato per trasformare il dolore in presenza e il raccoglimento in responsabilità, come rifiuto pubblico e composto di ogni forma di violenza
SARACENA – «Certe tragedie non possono essere confinate al tempo di un’emozione né consumate nel dolore di un solo giorno. La morte di Federica Torzullo è una ferita che riguarda tutti noi. La risposta alla violenza deve diventare impegno quotidiano, fondato sull’educazione, sul rispetto, sulla cultura dell’affettività e della responsabilità. Il silenzio che attraverserà Saracena non sarà assenza di voce, ma un atto civile, profondo e collettivo».
È quanto dichiara il Sindaco Renzo Russo, dando forma al sentimento condiviso di una comunità che ha vissuto giorni lunghi, sospesi tra paura e speranza, credendo fino all’ultimo in un ritorno a casa che non c’è stato, e invitando l’intera comunità e il territorio a partecipare all’evento commemorativo e solidale del prossimo venerdì 23 gennaio 2026. «Oggi – scandisce il Primo cittadino - resta un dolore che non cerca clamore né esposizione, ma chiede rispetto, consapevolezza e responsabilità collettiva».
Alle ore 19, la comunità si raccoglierà in una fiaccolata silenziosa, alla quale parteciperà anche l’Amministrazione comunale insieme alle Parrocchie di San Leone Vescovo e Santa Maria del Gamio e delle Armi, alle associazioni cittadine, con partenza da Piazza Mazziotti e arrivo al piazzale antistante il Cimitero. Un cammino sobrio ed essenziale, pensato per trasformare il dolore in presenza e il raccoglimento in responsabilità, come rifiuto pubblico e composto di ogni forma di violenza.
Nel silenzio delle voci si accenderà una luce che non si spegne. Una luce per Federica, per la vita, per quella dignità che nessuna violenza potrà cancellare. Non una manifestazione, ma un segno. Non uno slogan, ma una scelta. Un gesto che afferma il valore della vita e richiama ciascuno a un’assunzione di responsabilità che va oltre il momento del lutto.
L’Amministrazione invita i giovani, le scuole, le famiglie a partecipare portando con sé una candela, segno semplice e condiviso di memoria, vicinanza e preghiera. «Perché quando una vita viene spezzata – conclude Russo – il dolore non può esaurirsi nel raccoglimento, ma deve tradursi in un impegno costante per educare al rispetto, alla relazione sana, alla cura dell’altro. Solo così la violenza non avrà l’ultima parola».