Cinquant’anni fa nasceva Il Fondaco: la libreria che formò una generazione di coriglianesi
Fondata nel 1976 in via dei Cinquecento da Enzo Viteritti insieme a un gruppo di amici, fu libreria, centro studi e luogo di confronto culturale. Oggi la sua storia resta legata alla crescita civile e identitaria di Corigliano
CORIGLIANO-ROSSANO - Il ventuno novembre del 1976, nasceva nel centro storico di Corigliano, in via dei Cinquecento, un cenacolo che avrebbe formato un’intera generazione di giovani coriglianesi, poi divenuti bravi professionisti: la libreria “Il Fondaco”.
Nacque da un’idea di Enzo Viteritti, diventato poi dirigente del settore cultura del Comune di Corigliano, fondatore, nel 1988 del periodico “Il serratore”. Enzo era reduce da alcune esperienze lavorative in delle librerie di Ferrara, durante il periodo universitario. Con la sua tenacia e la sua instancabile voglia di creare esperienze culturali nuove e innovative, coinvolse un gruppo di amici: Tonino Polare, Giovanni Leonino, Pippo Madeo e Giovanni Petrone, che finanziarono l’iniziativa convinti che potesse dargli sbocchi lavorativi.

La libreria trovò casa in un locale grandissimo che era stato prima un frantoio e dopo un mobilificio. L’arredo fu creato dal maestro Mario Gallina che aveva la bottega a S. Antonio dove in tempi moderni ha avuto sede la mensa della Caritas. L’architetto Mario Candido, nominato poi, nel corso della sua vita, assessore alla Cultura del Comune di Corigliano, collaborò alla progettazione degli arredi, alla ricerca del nome e al disegno del logo.

La libreria era accogliente, moderna, con i libri ben esposti e soprattutto aveva due sale dignitose disponibili per mostre, vernissage, incontri con l’autore. Diverse furono le collaborazioni tra libreria, autori, editori locali e regionali. A tal proposito va ricordato che nel 1978, insieme alla casa editrice Brenner di Cosenza, viene pubblicata la ristampa del libro del 1707 di Pier Tommaso Pugliesi, “Istoria Apologetica di Corigliano”.
Nella libreria viene fondato il “Centro studi il Fondaco” grazie al quale numerosi professori universitari tennero lezioni per i giovani che vollero ampliare le loro conoscenze.
Per merito della “casa editrice del centro studi, nel 1986, Gabriele Meligeni pubblicò il libro “Frammenti”, una raccolta di tavole, con cui raccontò un periodo della storia di Corigliano.
Anche il compianto Tonino Russo, mise in vendita nella libreria il suo “Acquanova”, un grande successo editoriale.
Il fondaco è stato un punto di incontro, di confronto culturale, che ha formato un’intera generazione e ha fatto riesplodere il lei il senso dell’appartenenza, l’attaccamento alle radici e il desiderio, di tanti giovani, di spingere la crescita sociale e culturale di Corigliano.
I cinque fondatori ebbero grandi soddisfazioni sociali, culturali, ma scarsi risultati economici. Proprio questi ultimi li spinsero a cedere l’attività a Peppino Caputo, Giuseppe Pisani e Peppino Policastri. Anche loro, dopo pochi anni, furono costretti a cedere il passo. La libreria fu poi trasferita a Corigliano scalo, in via Parini e nel 2009 nell’attuale sede di Via Nazionale, dove a gestirla ci pensa, con attaccamento e passione Domenico Scura. Un fatto ineluttabile se si considera lo spopolamento del centro storico e l’avanzare del settore no-book.
Ringraziamo Salvatore Grillo per averci gentilmente concesso l’uso delle foto.