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Corigliano-Rossano, ora la parola passa alla giuria. Ecco la road map verso Capitale della Cultura 2029

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Ora che il dossier è stato consegnato, comincia l’attesa. Quella di una città che ha messo in ordine una parte della propria storia, le ha dato un titolo — “Della pietra e dell’oro. La lunga vita della parola” — e l’ha affidata a una candidatura nazionale. La prossima data da segnare e aspettare è il 16 dicembre: entro quel giorno Corigliano-Rossano saprà se il suo progetto sarà entrato fra i dieci finalisti per Capitale italiana della Cultura 2029.

La notizia della candidatura l’abbiamo già raccontata. Adesso il percorso prosegue lontano dai riflettori della presentazione, con la lettura e la valutazione dei sedici dossier arrivati al Ministero della Cultura. È il tratto di strada in cui le idee devono dimostrare di poter diventare luoghi frequentati, iniziative partecipate, occasioni di crescita.


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La prima risposta arriverà entro dicembre

A scegliere saranno sette esperti indipendenti, chiamati a esaminare i progetti sul piano culturale, artistico e della valorizzazione territoriale. Davanti avranno programmi annuali, calendari e piani economici: dovranno valutare quanto ogni proposta sia sostenibile e capace di coinvolgere il territorio.

Per Corigliano-Rossano, entrare nelle dieci finaliste significherebbe poter raccontare il progetto di persona. Superare questa prima selezione darebbe alla città un palcoscenico nazionale sul quale presentare la propria idea di cultura e il contributo che può offrire al Paese.

La Calabria arriva all’appuntamento con quattro candidature. Ci sono anche Amantea, Marcellinara e Rosarno, ciascuna con il proprio racconto. E nell’Alto Jonio, appena oltre il confine lucano, c’è anche Nova Siri. Storie vicine geograficamente, chiamate a trovare una voce distinta nel confronto con il resto d’Italia.

Poi toccherà raccontarsi, davanti alla giuria

Le finaliste parteciperanno alle audizioni pubbliche entro il 10 marzo 2027. Sarà il momento in cui il dossier si svelerà oltre i dossier: chi rappresenterà la candidatura dovrà illustrarne le scelte, spiegare il programma e rispondere alle domande degli esperti.

Qui la bellezza dei luoghi incontrerà la concretezza delle proposte. Conterà spiegare come coinvolgere chi li abita, come avvicinare nuovi pubblici, come dare continuità alle attività. Un patrimonio culturale vive anche di questo: delle persone che lo vivono e delle relazioni che riesce a costruire.

Il passaggio conclusivo è previsto entro il 25 marzo 2027, quando sarà indicata la vincitrice. Alla Capitale italiana della Cultura 2029 andrà un milione di euro per realizzare il progetto. 

Nel frattempo, la candidatura riguarda già la città

Insomma, questo è il tempo dell'attesa che può essere un tempo utile per avvicinare il progetto a chi dovrà viverlo. Perché dietro il nome Corigliano-Rossano ci sono quartieri, centri storici, generazioni e appartenenze; ci sono persone che custodiscono memorie e altre che cercano qui uno spazio per il proprio futuro.

“La lunga vita della parola”, Il titolo scelto dalla commissione di esperti che ha lavorato con grandissima abnegazione alla candidatura, offre una suggestione che parla a questa pluralità. La parola passa di mano, attraversa il tempo, conserva un ricordo e permette di raccontarlo a qualcuno che ancora non lo conosce. È anche così che un territorio diventa riconoscibile fuori dai propri confini.

Nei prossimi mesi sarà importante rendere leggibile questa ambizione: far capire ai cittadini quale città immagina il dossier e quale parte ciascuno può avere nel percorso. Una candidatura acquista senso quando diventa abbastanza vicina da essere discussa, condivisa, abitata.

La prima risposta arriverà entro dicembre. Intanto Corigliano-Rossano ha una storia da portare davanti alla giuria e un progetto da far vivere tra le proprie strade.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.