Polizia, il SIAP rilancia l’allarme sugli organici: «Corigliano-Rossano non si può misurare solo sui residenti»
Dall’11° Consiglio Generale nazionale di Rimini il sindacato porta a Cosenza il tema del rafforzamento degli uffici. Nel mirino soprattutto il Commissariato di Corigliano-Rossano: «Servono risorse adeguate ai carichi reali»
CORIGLIANO-ROSSANO – Non basta contare i residenti per stabilire quanti poliziotti servono davvero su un territorio. È il principio che il SIAP di Cosenza rilancia dopo l’11° Consiglio Generale nazionale del sindacato, svoltosi a Rimini dal 28 al 30 settembre, riportando al centro la situazione degli organici della Polizia di Stato nella provincia e, in particolare, del Commissariato di Corigliano-Rossano.
Ai lavori hanno partecipato il segretario generale provinciale Luigi Marino e il consigliere nazionale Giovanni Fortino, insieme al segretario provinciale di Crotone Michele Greco. Nel corso dell’assise, secondo quanto riferito dal SIAP, il Capo della Polizia Vittorio Pisani ha posto il tema di organici che non possono essere determinati esclusivamente in base alla popolazione residente, ma devono tenere conto anche dei flussi, delle caratteristiche dei territori e degli effettivi carichi di lavoro.
È proprio da questo principio che Marino, Fortino e Greco hanno discusso con il segretario generale nazionale Giuseppe Tiani della situazione di Corigliano-Rossano e, più in generale, dell’intero assetto provinciale.
Per il SIAP il Commissariato cittadino rappresenta un presidio strategico per un comprensorio molto vasto e complesso. Il sindacato richiama i gravi fatti di cronaca e le vicende investigative degli ultimi mesi, oltre alla presenza storica della criminalità organizzata, sostenendo la necessità di una risposta non soltanto emergenziale ma strutturale, con maggiore capacità di controllo, prevenzione e investigazione.
A pesare, secondo il sindacato, non sono però soltanto i servizi esterni. Il personale del Commissariato viene frequentemente impiegato nei servizi di ordine pubblico, mentre deve contemporaneamente garantire le attività amministrative.
Particolare attenzione viene riservata al settore stranieri, dove, secondo l’esperienza quotidiana dell’ufficio richiamata dal SIAP, l’afflusso dell’utenza avrebbe raggiunto dimensioni comparabili a quelle della Questura.
Per il SIAP, dunque, «è riduttivo misurare le necessità del Commissariato sulla sola popolazione residente». Controllo del territorio, ordine pubblico, attività investigativa e servizi amministrativi, sostiene il sindacato, non possono continuare a contendersi risorse limitate. Da qui la richiesta di un rafforzamento strutturale degli organici, che consenta di aumentare la capacità preventiva e investigativa senza comprimere gli altri servizi e senza gravare ulteriormente sul personale, anche alla luce dell’età media degli operatori.
La richiesta, però, viene estesa all’intera provincia. Il SIAP richiama infatti le esigenze della Questura di Cosenza, dei Commissariati di Paola e Castrovillari, della Polizia Stradale con Distaccamenti e Sottosezioni, della Polizia Ferroviaria e della Polizia Postale.
Il principio indicato dal sindacato è netto: «Non rafforzare un ufficio depauperandone un altro», ma ottenere nuove risorse e procedere a un riequilibrio complessivo degli organici sulla base delle esigenze reali dei territori.