Al Majorana quattro anni di Madera: i progetti diventano realtà, la scuola si lascia alle spalle i pregiudizi
Dal programma del 2022 a olio premiato, vigneto e birrificio. Montesanto traccia il bilancio: «Restituita agli studenti una motivazione bella, audace e vincente per aver scelto la formazione tecnica»
CORIGLIANO-ROSSANO – Quattro anni dopo, quel programma si può riprendere in mano e confrontare con quello che è accaduto. L’olio, le farine, il vigneto, le serre, le produzioni in laboratorio, il birrificio: il 15 ottobre 2022 erano gli impegni con i quali Saverio Madera presentava il nuovo corso dell’Istituto d’Istruzione Superiore Majorana. Oggi sono esperienze didattiche, impianti, prodotti e, in alcuni casi, riconoscimenti nazionali. È qui la notizia: una scuola pubblica di Corigliano-Rossano ha trasformato una parte sostanziale della propria programmazione in attività verificabili.
A mettere un punto fermo su questi quattro anni è Lenin Montesanto, comunicatore strategico che dal 2022 segue da vicino questa vera e propria rivoluzione territoriale, che sottolinea come il risultato più importante nel cambiamento sia profondamente culturale: in 4 anni è cambiata la la percezione dell’istituto - dice - del valore attribuito alla formazione tecnica e professionale. «Con la direzione di Madera e con la collaborazione preziosa dei docenti, di tutto il personale e soprattutto degli studenti, ai quali è stata restituita finalmente una motivazione bella, audace e vincente per aver scelto di frequentare l’Industriale, l’Alberghiero o l’Agrario Majorana, abbiamo tutti insieme contribuito a far superare, anche e soprattutto qui, nel Sud e in Calabria, il pregiudizio che considera questi percorsi una scelta di ripiego».
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Dal 2002 ad oggi, il confronto tra gli anni restituisce una sequenza concreta. L’extravergine dell’Agrario ha conquistato il Diploma d’Argento Pandolea nel 2024 e il terzo posto nazionale all’Ercole Olivario Future nel 2026. Il grano coltivato e raccolto nei terreni scolastici è diventato materia prima per le preparazioni dell’Alberghiero. Il vigneto è stato impiantato nel febbraio 2024. Nei laboratori sono stati realizzati rosoli, agrumelli e limoncelli. Alla fine dello stesso anno è partita l’esperienza didattica del birrificio artigianale, con le prime bottiglie passate alla seconda fermentazione nel gennaio 2025.
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Non tutto questo si esaurisce in un elenco dei prodotti. Dietro ci sono progettazione, acquisti, recupero degli spazi, competenze dei docenti e lavoro degli studenti. E c’è una verifica alla quale sarebbe utile sottoporre qualunque amministrazione pubblica: riprendere gli impegni annunciati quattro anni prima e mostrare, uno per uno, che cosa ne è stato. Al Majorana quel confronto si può fare ed è verificabile.
A sostenere questa trasformazione c’è stato anche un importante lavoro di reperimento di fondi nazionali e risorse del PNRR, investiti nel recupero degli spazi, nelle dotazioni tecnologiche e nei laboratori. Investimenti ricondotti a un disegno unitario: rilanciare l’offerta formativa di tutti e tre gli indirizzi, Industriale, Agrario e Alberghiero, rafforzandone le specializzazioni e le occasioni di collaborazione. Un rinnovamento senza precedenti per ampiezza e ambizione, che proseguirà entro la fine dell’anno con ulteriori importanti novità, nel percorso di sviluppo delineato dall’Istituto.
Anche perché governare questo istituto significa affrontare una complessità che va ben oltre l’organizzazione delle lezioni. Già nel 2022 la scuola contava circa 250 persone tra docenti e personale ATA, circa mille studenti e un’azienda agraria biologica a gestione separata di 18 ettari. Il quadro comprendeva Industriale, Agrario e Alberghiero, laboratori, mezzi agricoli, semiconvitto, corsi serali e sezioni nella casa di reclusione. Insomma una macchina da amministrare molto complessa tant'è che il Majorana nel 2022 era al terzo posto per complessità manageriale tra 366 istituti calabresi.
Per consistenza del personale, l’ordine di grandezza è quello di una struttura comunale medio-grande. Naturalmente cambiano funzioni e competenze, ma resta il peso delle responsabilità organizzative, amministrative, produttive e di sicurezza. Una scuola che deve anche gestire un’azienda, coordinare articolazioni differenti e tenere insieme formazione, inclusione e rapporti con il mondo del lavoro.
La popolazione studentesca è quella di un paese del nostro entroterra. L'ultimo censimento parla di 1.100 alunni e 61 classi, con due prime all’Agrario formate nel 2025, per la prima volta dagli anni Settanta.
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Insomma, il Majorana ha letteralmente anticipato il lavoro del Governo nazionale sul cambio di narrazione attorno agli istituti tecnici. Ed è stata proprio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - ricorda ancora Montesanto - che ha recentemente denunciato il pregiudizio secondo cui chi sceglie un istituto tecnico o professionale compirebbe una scelta di serie B rispetto al liceo. Un giudizio che penalizza studenti e insegnanti e trascura il contributo delle competenze tecniche al sistema produttivo italiano.
Da questa prospettiva, il percorso del Majorana rappresenta un contributo maturato da Corigliano-Rossano e dalla Calabria al rilancio della formazione per il Made in Italy. Un lavoro svolto grazie alla «lucidità, alla determinazione, alla visione, alle tante sfide ingaggiate e vinte ed alla complessiva capacità di governo dimostrata dal dirigente Madera», insieme all’impegno dell’intera comunità scolastica. Il risultato, osserva, è aver contribuito a consolidare «nuovi metodi, nuovi approcci ed una nuova diffusa consapevolezza sociale e regionale sulla qualità, sulla utilità e sulla serietà della formazione tecnica orientata al mercato ed allo sviluppo locale».
Il risultato, osserva Montesanto - che sottolinea anche il nuovo approccio di comunicazione pubblica, di trasparenza e anche di innovazione mass-mediatica nella stessa attività di orientamento scolastico per le scuole medie - è aver contribuito a consolidare «nuovi metodi, nuovi approcci ed una nuova diffusa consapevolezza sociale e regionale sulla qualità, sulla utilità e sulla serietà della formazione tecnica orientata al mercato ed allo sviluppo locale».