Inchiesta Guardianìe a Corigliano Rossano, scattano gli interrogatori di garanzia per i cinque indagati
Dopo il blitz della DDA di Catanzaro contro le estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, gli indagati compariranno davanti al GIP per difendersi dalle accuse
CORIGLIANO-ROSSANO - Prende il via la fase giudiziaria decisiva dopo il blitz antimafia scattato all'alba di ieri. Cominceranno infatti nella giornata di domani, 25 settembre, gli interrogatori di garanzia per i cinque indagati destinatari di misura cautelare nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ed eseguita dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano.
L'indagine ha acceso i riflettori su un presunto sistema estorsivo radicato nella Piana di Sibari, fondato sull'imposizione delle cosiddette "guardianìe" abusive nei campi e sul pizzo ad attività economiche del territorio. Le indicazioni giungevano direttamnet dal carcare, con gli ordini impartiti ad un gruppo ristretto di suoi familiari da parte di Giovanni Arturi.
Una morsa asfissiante destinata, secondo le ipotesi investigative, ad assicurare un controllo del territorio e una fonte costante di proventi illeciti a vantaggio del gruppo familiare legato alla criminalità locale.
I soggetti coinvolti — quattro dei quali raggiunti da custodia cautelare in carcere e uno dall'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria — sfileranno davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per sostenere l'interrogatorio di garanzia. Assistiti dai rispettivi legali, gli avvocati Antonio Pucci e Maria Sammarro, gli indagati avranno la possibilità di rispondere alle contestazioni dei magistrati antimafia o di avvalersi della facoltà di non rispondere, in un passaggio chiave che servirà a valutare la tenuta del quadro indiziario raccolto dagli investigatori dell'Arma.
Le accuse al vaglio degli inquirenti ipotizzano reati gravissimi, aggravati dalle modalità mafiose, legati a pressioni e intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti, con ben 17 episodi estorsivi contestati. La vicenda giudiziaria entra così nel vivo delle aule di tribunale, mentre resta alta l'attenzione della magistratura e delle forze dell'ordine a tutela del tessuto produttivo e agricolo dell'intera Sibaritide.