Rossano, dietro una parete riaffiora uno dei più antichi luoghi di fede della città
In via XX Settembre individuato un ambiente scavato nella roccia, di probabile destinazione eremitica o devozionale. Rossano Recupera acquisisce il sito, la Soprintendenza avvia l’iter di tutela
CORIGLIANO-ROSSANO – Una scoperta destinata a cambiare la storia di Rossano. Nel pieno centro storico, in Via XX Settembre n. 166, è stato individuato e sottoposto a tutela quello che, da una prima analisi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, rappresenta il primo luogo di culto del territorio.
Si tratta di un ambiente rupestre, venuto alla luce a seguito dell’abbattimento di una parete divisoria, identificato catastalmente al Foglio 63, Particella 723, Sub. 2, Categoria A/5, acquisito regolarmente dall'Associazione Culturale Rossano Recupera, da sempre impegnata nel recupero e nella valorizzazione dei beni ambientali, artistici e culturali della città.
A dare l'allarme sull'importanza del sito è stata la stessa Soprintendenza, con la comunicazione di avvio del procedimento di vincolo ai sensi degli artt. 10, co. 3, e 13 del D. Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii., ai sensi dell'art. 7 della L. 241/90.
Dopo un sopralluogo effettuato dal Funzionario Storico dell'arte Dott.ssa Cecilia Perri, su incarico della Soprintendenza, l'ambiente è stato descritto in modo inequivocabile: «Oggi inglobato in strutture abitative moderne, si contraddistingue nel territorio per il suo particolare valore architettonico e storico, poiché scavato direttamente nella roccia locale e interpretabile come cavità rupestre di probabile destinazione eremitica o comunque devozionale».
L'immobile era di proprietà della signora Mingrone Caruso Rosaria da visura catastale al momento dell’avvio dell’iter, ma successivamente acquisito da Rossano Recupera, per la porzione oggetto di tutela, è stato ritenuto di rilevante interesse per le sue peculiarità storico-culturali.
«Per conservare le caratteristiche morfologiche e materiche, espressione di importanti valori storici ed architettonici, la particella deve essere sottoposta a tutela», si legge nella relazione firmata dal Responsabile del procedimento Arch. Nicola Ruggieri, dalla funzionaria storica dell’arte dottoressa Cecilia Perri e dal Soprintendente Dott.ssa Paola Aurino.
L'iter ora proseguirà con un'analisi storico-scientifica più approfondita, che porterà al Decreto di Vincolo vero e proprio, competenza della Coreparcu presieduta dalla Soprintendente ABAP per le province di Catanzaro e Crotone. Intanto, in via cautelare, ogni intervento sull'area è sottoposto ad autorizzazione della Soprintendenza di Cosenza.
Per l'Associazione Rossano Recupera si tratta di un traguardo storico: aver messo in sicurezza un bene che rischiava di scomparire sotto l'incuria e le moderne abitazioni edilizie, restituendo alla città quella che potrebbe essere la sua più antica testimonianza di fede. Una scoperta importantissima non solo per Rossano, ma per la storia dell'intero territorio della Sibaritide.