Da Saracena al Campidoglio: Laura Scrivo e I Custodi del DNA premiati a Music@Mens
L’inedito “Sipario sul DNA” conquista la giuria. La cantante dedica il riconoscimento a don Leone e alle famiglie che affrontano la rarità: «Su quel palco porto sempre dietro ognuno di loro»
SARACENA / ROMA – La voce di Laura Scrivo, originaria di Saracena, ha portato sul palco la forza delle famiglie che convivono con la fragilità e le malattie rare. L’associazione “I Custodi del DNA” ha ricevuto nella Sala della Protomoteca in Campidoglio il riconoscimento conquistato al concorso musicale Music@Mens, inserito nel festival RO.MENS e nella settimana dedicata alla salute mentale.
Il percorso verso la premiazione era iniziato lunedì sera al Teatro Tor Bella Monaca, dove l’esecuzione dal vivo dell’inedito “Sipario sul DNA”, scritto dal compositore romano Adriano Coschiera, è stata valutata e premiata dalla giuria.
Alla cerimonia conclusiva in Campidoglio, Laura Scrivo è stata invitata a interpretare nuovamente il brano davanti alla platea riunita per il convegno e le premiazioni. Un secondo momento di musica ed emozione, che ha accompagnato la consegna del riconoscimento all’associazione.
La cerimonia, alla presenza anche di Roberta Cannata e Jane Alexander, ha legato il premio a un simbolo della lotta contro lo stigma: una copia in miniatura di “Marco Cavallo DeSanba”.
L’opera originale è una scultura in cartapesta alta oltre due metri, realizzata dagli utenti della comunità psichiatrica di Piazza Urbania e del Teatro Popolare di San Basilio. Si ispira allo storico “Marco Cavallo”, nato a Trieste nel 1973 nel percorso di Franco Basaglia per abbattere i muri del manicomio e dell’esclusione. Per “I Custodi del DNA”, il premio richiama così un messaggio di liberazione e dignità che unisce l’attenzione alla salute mentale a quella per le malattie rare e la fragilità.
Nella dedica di Laura Scrivo, le radici di Saracena si intrecciano con l’esperienza quotidiana di una “maternità rara”, vissuta attraverso dedizione e speranza.
«Questo premio lo dedico a Don Leone, un sacerdote straordinario che purtroppo non è più con noi, ma che fin dall’inizio ha creduto nella mia voce, accompagnandomi a scoprire la musica e a muovere i primi passi verso il canto. E lo dedico con tutto il cuore a tutte le famiglie, a tutti i ragazzi, ai caregivers e ai siblings che ogni giorno affrontano la realtà della fragilità e della rarità. Quando salgo su un palco e mi esibisco, fisicamente sembro sola; ma la verità è che io non sono mai sola, perché su quel palco porto sempre dietro ognuno di loro, le loro battaglie e la loro immensa bellezza».
Un pensiero rivolto anche a chi presta assistenza e ai fratelli e alle sorelle delle persone con malattie rare: presenze che spesso restano lontane dai riflettori, ma che Laura ha voluto accanto a sé nel momento del riconoscimento.
Dalla Calabria al Piemonte, fino al Campidoglio, la sua interpretazione ha dato voce all’impegno di una comunità e al valore della musica come occasione di incontro e contrasto alla discriminazione.
Con questo premio, la neonata associazione “I Custodi del DNA” rinnova la propria missione: portare attenzione sulla rarità e sulla fragilità attraverso empatia e umanità. Il riconoscimento diventa così una tappa di un percorso che vuole continuare a dare spazio alle persone, alle loro esperienze e alla speranza condivisa.