Cozzo Cerasello, nuove tracce allargano la storia del sito: l’orizzonte arriva al II millennio a.C.
Il nuovo studio di Maurizio Traversari affianca alla città fortificata enotrio-greco-brettia le tombe a grotticella e altri rinvenimenti, aprendo nuove ipotesi sul ruolo del sito nell’entroterra jonico
CROSIA - Il nuovo lavoro di Maurizio Traversari non è una semplice appendice del precedente ma a una testimonianza concreta di come la ricerca storica e archeologica debba essere intesa quale processo dinamico, continuamente alimentato da nuove evidenze, dal confronto scientifico e dalla necessità di riconsiderare criticamente ciò che si riteneva già conosciuto.
Se quella prima pubblicazione aveva il merito di riportare all'attenzione degli studiosi e dell'opinione pubblica la straordinaria rilevanza storica e archeologica del sito, questo nuovo contributo compie un ulteriore passo in avanti, arricchendo il quadro conoscitivo attraverso la segnalazione di nuovi rinvenimenti, l'osservazione diretta del territorio e la formulazione di ulteriori ipotesi interpretative.
L'aspetto che maggiormente colpisce di questo nuovo studio è il progressivo ampliamento dell'orizzonte territoriale e cronologico: Cozzo Cerasello e il suo territorio non vengono più osservati esclusivamente nella loro dimensione di centro fortificato enotrio-greco-brettio (VIII-III Sec a. C.), ma, considerando alcuni nuovi rinvenimenti (come le tombe a Grotticella di Cozzo Cerasello, II Millennio a. C.), come possibile fulcro di un articolato sistema insediativo, difensivo, produttivo e cultuale, sviluppatosi attraverso una lunga successione di fasi storiche in stretta relazione con le risorse naturali e le vie di comunicazione dell'entroterra jonico.