A Thurio monta la protesta per la strada chiusa: «Prima garantite un percorso alternativo» - VIDEO
Residenti e lavoratori delle contrade Thurio, Ministalla e Foggia contestano la chiusura dell’accesso dalla statale 106. Disagi per le attività agricole, gli spostamenti delle famiglie e il trasporto degli studenti
CORIGLIANO-ROSSANO - Protesta questa mattina in località Thurio, dove cittadini e lavoratori delle campagne hanno bloccato la strada che dalla statale 106 conduce alla contrada. A scatenare la mobilitazione è stata la chiusura del collegamento in vista dell’imminente demolizione di un cavalcavia ferroviario, prevista nell’ambito dei lavori di ammodernamento della linea.
Gli abitanti delle contrade Thurio, Ministalla e Foggia denunciano di non essere stati informati preventivamente. Ad aggravare la situazione è l’interdizione dell’altro accesso, quello attraverso il passaggio a livello già teatro del tragico incidente ferroviario del novembre 2023. La chiusura dei due collegamenti rende difficoltoso raggiungere il centro, andare al lavoro, fare la spesa e accompagnare i figli a scuola.
A raccontare come sia nata la protesta è Mario Oliveto, imprenditore agricolo. «Noi siamo qui oggi perché ieri sera mio cugino ha notato che c’erano delle tabelle di chiusura di questa strada», spiega. Questa mattina, mentre rientrava con un mezzo dalla propria azienda in contrada Foggia, avrebbe trovato gli addetti intenti a posizionare il nastro per delimitare l’accesso. Da qui la decisione di intervenire: «Gli abbiamo bloccato tutto. Ho detto: voi lavori qui non ne fate».
Secondo i residenti, i percorsi alternativi comporterebbero un allungamento dei tragitti di circa 15-20 chilometri, con distanze maggiori per alcuni spostamenti. Oliveto richiama soprattutto le difficoltà dei pulmini scolastici, che devono servire bambini residenti in contrade diverse, e manifesta preoccupazione per la sicurezza dei trasferimenti sulla statale 106.
A dare una misura concreta delle conseguenze sulle famiglie è anche una residente, che racconta le difficoltà nel raggiungere la fermata del pullman: «Ho nipoti che viaggiano con il pullman e che si ferma prorpio qua, vicino alla chiesa», spiega. Normalmente, per andare a prendere uno dei ragazzi, percorre circa tre chilometri. Con la chiusura, sostiene, la distanza salirebbe a 25-30 chilometri.
«Devo fare un giro enorme, per quanto costa anche il gasolio, il tempo, e tutto il resto... per noi non va bene», denuncia. Una situazione che, sottolinea, riguarda molte altre famiglie: «Come me ci sono tante mamme, tanti nonni, tante altre persone che sono nella stessa situazione».
La residente segnala anche le difficoltà di un altro nipote, che vive a Thurio e lavora fuori dalla contrada: il percorso aggiuntivo renderebbe ancora più lungo il tragitto quotidiano. «Questa è una cosa inconcepibile», afferma.
Per i manifestanti, la soluzione da valutare è il ripristino del collegamento attraverso il passaggio a livello. «C’è il percorso alternativo che è comodissimo, tra l’altro il sindaco aveva asfaltato la strada dopo 40 anni», sostiene Oliveto. Secondo il suo racconto, l’attraversamento sarebbe stato sbarrato circa un mese dopo l’incidente ferroviario nel quale persero la vita due persone.
Anche la residente insiste su questa possibilità: «C’è l’alternativa del passaggio a livello, che è chiuso da ormai tre anni, ma quanto tempo ci vuole per aprirlo?». La donna evidenzia che la strada è stata asfaltata e ritiene che potrebbe essere utilizzata anche dagli autobus, consentendo di raggiungere direttamente Ministalla per accompagnare i ragazzi.
Oliveto sostiene inoltre che l’attuale assenza di transito ferroviario permetterebbe di riaprire l’attraversamento. La fattibilità della proposta e le condizioni di sicurezza restano da verificare con gli enti competenti.
La richiesta dei manifestanti è di garantire un collegamento praticabile prima di procedere con gli interventi. «La Provincia o il Comune, chi è competente, si deve prendere le responsabilità di sospendere i lavori, riaprire il passaggio a livello e dopo possono iniziare i lavori», dichiara l’imprenditore.
Le conseguenze della chiusura pesano anche sulle attività agricole. Oliveto segnala la presenza di un magazzino di agrumi nel pieno della campagna di lavorazione, dove sono impiegate anche donne residenti a Thurio. «Fanno 40 chilometri per 3 chilometri di macchina», denuncia, indicando la sproporzione tra il percorso abituale e quello che, secondo la sua stima, dovrebbero affrontare.
Nel frattempo, il sindaco Flavio Stasi ha contattato Ferrovie dello Stato e ottenuto la sospensione temporanea dei lavori. Ora si attendono risposte sulla prosecuzione dei lavori e sulla eventuale messa appunto di una soluzione alternativa alla viabilità.