Trattori, nessuno torna a casa: a Santa Lucia la protesta resiste, la Sibaritide non molla
Secondo giorno di presidio a Corigliano-Rossano. Dalla Regione la misura per ridurre il costo del gasolio agricolo. A Cerchiara Ramundo e Ranù al fianco delle aziende: «Non demordiamo»
CORIGLIANO-ROSSANO – Il giorno dopo sono ancora lì. A Santa Lucia, lungo la Statale 106, la protesta degli agricoltori non si è esaurita con la manifestazione di ieri. Il presidio resta, la mobilitazione continua a oltranza. Per tornare a casa, spiegano i promotori, servono risposte serie, interventi capaci di incidere sui costi e sulla sopravvivenza delle aziende. Il tempo degli annunci, per chi deve decidere ogni giorno se convenga ancora mettere in moto un trattore, è finito.
La seconda giornata a Corigliano-Rossano conferma il carattere di una protesta che sta mettendo radici. Prima Spezzano Albanese e San Marco Argentano, poi Cerchiara e Villapiana, adesso Santa Lucia: presidi diversi, la stessa difficoltà a tenere insieme spese, lavoro e reddito. Una mobilitazione tenace, che procede senza tregua e allarga la propria presenza sul territorio.
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A organizzare la mobilitazione di Santa Lucia sono il Movimento Agricoltori e Allevatori e il Comitato Guardiani del Crati. Ieri, insieme agli agricoltori, sono scesi in strada anche i pescatori: due settori che nel prezzo del carburante trovano ormai lo stesso ostacolo. Si lavora, si affrontano le spese, ma il margine per portare un reddito a casa diventa sempre più sottile.
La presenza dei sindaci di Corigliano-Rossano, Roggiano Gravina e Terranova da Sibari ha accompagnato una manifestazione alla quale, ancora una volta, non hanno partecipato associazioni di categoria e sindacati. Oggi il punto è la continuità del presidio. Restare significa tenere aperta una vertenza che, nelle intenzioni degli organizzatori, non può chiudersi con una visita istituzionale o una rassicurazione.

Un primo intervento, intanto, arriva dalla Regione Calabria. La Giunta ha definito i criteri del sostegno da 15 milioni di euro, cinque destinati alle imprese agricole e dieci all’autotrasporto. Per l’agricoltura, secondo quanto illustrato da Coldiretti Calabria, la misura punta a riportare sotto un euro al litro il costo imponibile medio del gasolio riferito al periodo marzo-settembre 2026, attraverso contributi ai beneficiari UMA accreditati da Arcea. Si tratta dunque di una compensazione dei costi sostenuti, non di un abbassamento generalizzato e immediato del prezzo alla pompa.
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È un passaggio che entra nella vertenza, mentre dai presidi continua ad arrivare una richiesta più ampia: poter programmare il lavoro senza ritrovarsi, a ogni rincaro, sull’orlo di fermare l’azienda.
Anche a Cerchiara di Calabria la protesta mantiene il sostegno delle amministrazioni locali. Il sindaco Giuseppe Ramundo annuncia la presenza, al fianco degli agricoltori, anche del primo cittadino di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranù.
«Siamo nuovamente al fianco degli agricoltori del territorio per manifestare la nostra piena adesione alla protesta contro il caro carburanti», afferma Ramundo. «Si è unito a noi anche il sindaco del Comune di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranù, a testimonianza di una battaglia che portiamo avanti con determinazione e spirito di unità».
Il giudizio sul Governo nazionale è netto: «La situazione è sempre più difficile, ma il Governo nazionale continua a ignorare il grido di disperazione di un’intera categoria, con il rischio di aggravare ulteriormente le condizioni economiche di una Regione che già attraversa una profonda crisi».
«Non si può chiedere sempre agli agricoltori di pagare il prezzo più alto!», insiste il sindaco. Le dinamiche internazionali, osserva, richiedono un equilibrio che non scarichi le conseguenze su chi lavora ogni giorno. «Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie, sacrifici e il futuro di un territorio che non può permettersi di perdere un settore fondamentale per la propria economia».
Da Cerchiara a Santa Lucia, è questo il filo che tiene insieme la mobilitazione. «Noi non demordiamo», ribadisce Ramundo. «Continueremo a sostenerla con forza e determinazione, restando uniti finché non arriveranno risposte concrete».
A Santa Lucia, intanto, il presidio rimane. La seconda giornata non chiude la protesta: ne conferma la durata.