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Frecciarossa, Sibari viaggia bene verso Roma e Bologna. Poi arranca. Ecco i numeri che spiegano il cambio di rotta

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SIBARI – Il Frecciarossa si chiama Sibari-Bolzano, ma i suoi passeggeri raccontano un’altra geografia. Tre viaggi su quattro da e per Sibari riguardano Roma, Bologna e Firenze. Bolzano, il capolinea che dà il nome al collegamento, pesa appena il 3,4%. È da qui che conviene ripartire per capire il cambio di rotta verso Milano e Torino.

Questa volta abbiamo i numeri. Quelli di Trenitalia, acquisiti attraverso il Dipartimento della Regione Calabria, contenuti nel prospetto del primo semestre 2026 protocollato il 7 agosto. Una fotografia del traffico che coinvolge Sibari e Torano-Lattarico, le due stazioni attraverso le quali il collegamento raccoglie la domanda di una parte della Calabria settentrionale.

Il nostro focus, però, resta su Sibari: 30.296 viaggi nei primi sei mesi del 2026 (che saranno oltre i 60mila in un anno). E parliamo esclusivamente degli spostamenti che hanno Sibari come origine e destinazione.

Una precisazione che serve a leggere correttamente il dato perché il convoglio può caricarsi tra Paola e Bolzano senza che quelle persone abbiano mai visto la stazione di Sibari. Il loro biglietto contribuisce alla vita del treno ma il nostro dossier misura quanto traffico gli porta davvero questo territorio.


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Il capolinea è Bolzano ma il baricentro è altrove

E allora, ecco i numeri nel dettaglio, cifra per cifra, numero per numero. E i numeri – si sa – sono inoppugnabili. Roma guida la classifica con 10.055 viaggi, seguita da Bologna con 8.191 e Firenze con 4.551. Insieme fanno 22.797 spostamenti, il 75,2% del totale di Sibari. Una concentrazione che lascia poco spazio alle interpretazioni ornamentali. Ma soprattutto dice che il treno alle nostre latitudini, nonostante tutto e nonostante numeri poco entusiasmanti, rimane il mezzo più conveniente (e ambito) di continuità territoriale verso le destinazioni interregionali.

Fonte: prospetto Trenitalia, primo semestre 2026, acquisito tramite Regione Calabria. Percentuali elaborate sui dati di Sibari e arrotondate.

In questo discorso Verona merita un ragionamento distinto perché tra Sibari e il capoluogo scaligero nell’ultimo semestre hanno viaggiato 3.181 utenti, il 10,5%. Un traffico reale, che andrà considerato quando il collegamento prenderà la nuova direzione e per il quale conteranno le alternative disponibili. Anche se c’è da dire che sulla direttrice Bologna-Verona esistono decine di collegamenti (anche velocissimi) in possibile coincidenza. Ad ogni modo – rispetto ai parametri di Trenitalia e quindi della Regione Calabria – una tratta non si regge in piedi con poco più di 6mila utenti l’anno. Anche perché sommando Verona, Rovereto, Trento e Bolzano si arriva ad un risicato 16,4% degli spostamenti da e per Sibari. La parte largamente prevalente della domanda, quindi, si concentra prima di quella diramazione. E questa, dicevamo, è un’indicazione concreta per chi deve pianificare il servizio.

Due treni non nascono dal desiderio di averli

Il totale di Sibari, insomma, equivale a circa 167 viaggiatori al giorno, sommando arrivi e partenze sui 181 giorni del semestre. Dividendo aritmeticamente il dato tra le due corse quotidiane, si ottengono circa 84 utenti per corsa. Una media, naturalmente, che non descrive i picchi, non distingue le giornate più frequentate e non dice che andata e ritorno abbiano carichi identici.

Allargando lo sguardo a Torano-Lattarico, il prospetto complessivo raggiunge 42.797 viaggi e indica 238 passeggeri medi giornalieri sulla coppia. E questi numeri, purtroppo, non dimostrerebbero una domanda sufficiente a sostenere una seconda coppia quotidiana. Per farlo servirebbero nuovi viaggiatori, orari capaci di intercettarli e una valutazione economica del servizio aggiuntivo. Altrimenti si rischierebbe di spartire il traffico esistente tra due collegamenti e di sfaldare il già fievole equilibrio che tiene in piedi il frecciarossa.

Non è un giudizio sul diritto della Sibaritide a muoversi e a rivendicare. Quel diritto resta, insieme a un arretrato infrastrutturale che nessuna tabella può assolvere. È una valutazione sul modo più efficace di esercitarlo: costruire un servizio che serva più persone e abbia le condizioni per durare.

Milano-Torino, la conquista da mettere a frutto

Il cambio di rotta annunciato dall’assessore regionale Gianluca Gallo, però, conserva il passaggio lungo l’asse centrale, quello che produce numeri e viaggiatori, e aggiunge Milano e Torino come nuove destinazioni, con il ritorno del capolinea a Sibari previsto dal 1° febbraio 2027 dopo la fase transitoria legata ai lavori sulla Santomarco (che inizieranno il 13 dicembre).

Sta proprio qui la forza della scelta: preservare il cuore del traffico esistente e cercare un nuovo spazio di crescita. Una soluzione che oggi appare più fondata della duplicazione del servizio senza una domanda aggiuntiva possibile. Perché un secondo treno non raddoppierebbe di colpo i pendolari, semmai – dicevamo – li smezzerebbe. Almeno stando alle condizioni attuali e senza un incentivo a prendere il treno rispetto, ad esempio, alle autolinee.

Dopo anni trascorsi a chiedere un treno diretto per Milano (e fu l'eco dello Jonio ad attivare per primo tre anni fa una sottoscrizione per l'istituzione di una Freccia tra Sibari e Milano), il territorio ha davanti una possibilità da far funzionare. La misura del risultato sarà nei viaggi resi più semplici, nelle coincidenze risparmiate e nei passeggeri che sceglieranno di salire. Anche perché se la tratta su Milano funzionerà – ed è l’auspicio di tutti – questo treno, che fino ad oggi continua ad essere ancora sovvenzionato dalla Regione Calabria per almeno un terzo del suo volume (tra Sibari e Paola), per via della formula “vuoto per pieno” inaugurata al tempo dell'istituzione dell'allora Frecciargento (la Regione paga circa 30 euro a chilometro per i posti sotto quota commerciale), potrà finalmente andare a mercato e sovvenzionarsi da solo. E magari a quel punto – auspicando sempre che i lavori di elettrificazione della jonica finiscano prima o poi – pensare di istituire un nuovo treno veloce lungo la direttrice Sibari-Crotone. Ma questo, per ora, è solo fantatrasporti!

Ad ogni modo per avere due Frecce bisognerà costruire altra domanda. Intanto possiamo dare alla prima una destinazione più utile.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.