Precari del MiC, stabilizzazione ancora rinviata: oltre 300 lavoratori a rischio
CISL FP, FLP e CONFSAL-UNSA denunciano l'accantonamento dell'emendamento sulla stabilizzazione del personale a tempo determinato. Contratti in scadenza da metà novembre e richiesta di una norma specifica per garantire la continuità occupazionale
ROMA – Oltre 300 lavoratrici e lavoratori del Ministero della Cultura rischiano di perdere il posto dalla metà di novembre. A lanciare l'allarme sono CISL FP, FLP e CONFSAL-UNSA, che in una nota congiunta del 25 settembre denunciano l'accantonamento dell'emendamento al Decreto PA relativo alla stabilizzazione del personale a tempo determinato.
Secondo le organizzazioni sindacali, dopo mesi di dichiarazioni e rassicurazioni da parte di rappresentanti istituzionali di diversi schieramenti, manca ancora un provvedimento capace di garantire la continuità occupazionale.
«Serve una norma specifica»
Per i sindacati, la soluzione passa dall'approvazione di una disposizione legislativa dedicata, come già avvenuto per il personale precario di altri ministeri.
CISL FP, FLP e CONFSAL-UNSA contestano il nuovo rinvio di una procedura che, sostengono, era stata presentata come imminente. La preoccupazione riguarda sia il futuro delle famiglie coinvolte sia la continuità dei servizi garantiti quotidianamente dai lavoratori a termine negli istituti del Ministero della Cultura.
Mobilitazione nelle prossime ore
Le tre sigle chiedono a Governo e Parlamento risposte immediate e annunciano nuove iniziative di mobilitazione, le cui modalità saranno comunicate nelle prossime ore.
La protesta, spiegano, proseguirà fino all'individuazione di una soluzione concreta per la stabilizzazione del personale. L'accantonamento dell'emendamento è riferito dai sindacati nella loro nota; non sono allegati il testo della proposta né il verbale parlamentare relativo alla decisione.