Tumori e ambiente: «Subito uno studio epidemiologico e un polo di ricerca nell’ex clinica di Sibari»
Il gruupo politico ArticoloVentuno chiede chiarezza sulla discarica di contrada La Silva e sulle aree compromesse del territorio. La proposta è avviare un’indagine epidemiologica nell’area SIN
CASSANO JONIO - Uno studio epidemiologico approfondito sulla popolazione di Cassano e dell’area SIN, una verifica rigorosa sulle criticità ambientali del territorio e la rifunzionalizzazione dell’ex clinica “Madonna delle Grazie” di Sibari come polo di ricerca oncologica e prevenzione. È la proposta contenuta in un articolato intervento politico che riporta al centro il rapporto tra ambiente e salute.
Il documento parte dall’inserimento di Cassano all’Ionio nel SIN “Crotone-Cassano-Cerchiara”, richiamato come elemento che imporrebbe una particolare attenzione ai temi del risanamento ambientale e della tutela sanitaria.
Al centro delle preoccupazioni viene posta anche la discarica di contrada La Silva. «È ormai inderogabile fare chiarezza sulle reali intenzioni e sul futuro di questo impianto», si legge nella nota, che chiede inoltre verifiche sulle aree utilizzate nel tempo come discariche abusive o non ufficiali e sulla necessità di censire e bonificare eventuali situazioni ancora presenti.
La prima richiesta concreta è quella di avviare un’indagine epidemiologica che coinvolga Università, Istituto Superiore di Sanità, Regione Calabria e Asp, con l’obiettivo dichiarato di mappare le patologie prevalenti, studiarne l’andamento nel tempo e verificare scientificamente eventuali correlazioni tra esposizioni ambientali e incidenza delle malattie. Il documento propone inoltre di fare di Cassano la sede di un Istituto di Ricerca e Osservazione Epidemiologica per i SIN, immaginato come centro per il monitoraggio continuo, la prevenzione e lo studio delle aree contaminate.
In questa prospettiva viene indicata anche la possibilità di recuperare l’ex Clinica “Madonna delle Grazie” di Sibari, trasformandola in una struttura integrata con reti universitarie e ospedaliere. L’ipotesi avanzata è quella di un polo dedicato alla ricerca epidemiologica e oncologica, alla diagnostica precoce e alla prevenzione attiva, in grado di offrire anche nuove opportunità scientifiche e professionali al territorio.
Sul piano economico, la nota richiama la possibilità di intercettare risorse collegate agli interventi nei siti di interesse nazionale e mette in relazione l’investimento con i costi sostenuti dalla Calabria per la mobilità sanitaria fuori regione.
«La vera domanda politica e contabile non è quanto costi realizzare un centro di ricerca, prevenzione e diagnosi a Cassano – si legge in conclusione – ma quanto stia costando alla nostra comunità e alla Regione Calabria non averlo mai realizzato».