Spezzano Albanese, cancellata la Fiera d’Ottobre: Borrelli attacca l’Amministrazione
La decisione, secondo quanto riferito, sarebbe legata al presidio degli agricoltori a Spezzano Scalo. Vincenzo Borrelli contesta la scelta e sostiene che vi fossero le condizioni per garantire comunque lo svolgimento della manifestazione
SPEZZANO ALBANESE - La cancellazione della Fiera d’Ottobre di Spezzano Albanese Scalo diventa terreno di scontro politico. A contestare duramente la decisione dell’Amministrazione comunale è Vincenzo Borrelli, secondo il quale il presidio degli agricoltori in corso nella zona non avrebbe impedito lo svolgimento della manifestazione.
Stando a quanto riferito da Borrelli, la cancellazione sarebbe stata comunicata dall’Amministrazione attraverso i social e motivata con le difficoltà alla circolazione provocate dalla mobilitazione dei mezzi agricoli.
Una scelta che Borrelli definisce «ingiustificata», sostenendo che il presidio alla rotatoria di Spezzano Scalo consentirebbe il transito periodico dei veicoli e garantirebbe priorità alle emergenze. A suo giudizio, inoltre, la presenza di percorsi alternativi avrebbe permesso di raggiungere l’area fieristica.
Borrelli critica anche quella che considera una mancata presa di posizione della politica e delle associazioni di categoria. La soluzione, sostiene, avrebbe dovuto essere ricercata attraverso un confronto tra Comune, agricoltori e operatori commerciali.
«Invece di cancellare d’imperio un appuntamento secolare, l’Amministrazione avrebbe dovuto farsi promotrice di un dialogo», afferma, collegando la vicenda alle rivendicazioni portate avanti in questi giorni dal comparto agricolo.
La Fiera d’Ottobre viene indicata nel comunicato come una manifestazione dalle origini plurisecolari e di particolare rilevanza per la tradizione locale. Anche le ricostruzioni sulla sua origine e sulle precedenti sospensioni sono quelle riportate dalla nota di Borrelli. «Tutta la politica, dal livello locale fino a quello regionale, farebbe bene a guardarsi allo specchio», conclude Borrelli.