Plastica non raccolta nel Cosentino, Tridico torna a Bruxelles: «Le misure Ue non bastano»
L’eurodeputato M5S presenta un'interrogazione alla Commissione europea sostenendo la richiesta dei sindaci di convocare un tavolo di crisi in Prefettura. Nel mirino: crisi della filiera del riciclo e la concorrenza delle importazioni extraUe
CORIGLIANO-ROSSANO – La crisi della raccolta della plastica nel Cosentino arriva nuovamente all’attenzione della Commissione europea. L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico annuncia di aver presentato una nuova interrogazione a Bruxelles, chiedendo quali ulteriori iniziative l’Ue intenda assumere per sostenere la filiera del riciclo ed evitare nuove sospensioni del servizio in Calabria.
La difficoltà della filiera sta producendo conseguenze concrete anche sul territorio: undici Comuni della provincia di Cosenza erano già stati interessati dalle segnalazioni sulle giacenze di imballaggi in plastica nell’impianto di Corigliano-Rossano.
«Per anni è stato chiesto alle famiglie di Corigliano-Rossano di differenziare i rifiuti – afferma Tridico – ma in questi giorni se la sono ritrovata in casa, sui balconi, nei garage, davanti ai portoni».
Tridico concentra l’attenzione sulla competitività della plastica riciclata europea rispetto alla materia vergine e alle importazioni provenienti da Paesi extra Ue. La Commissione, rispondendo nell'aprile scorso a un'interrogazione parlamentare sulla crisi del riciclo, aveva richiamato il pacchetto di misure adottato nel dicembre 2025 e le garanzie previste dal regolamento sugli imballaggi per i materiali riciclati importati.
Nella nuova iniziativa Tridico chiede quindi aggiornamenti sui codici doganali distinti per il materiale riciclato, sul monitoraggio delle importazioni e sulle condizioni di equivalenza previste dalla normativa europea. Sollecita inoltre l'utilizzo del futuro Circular Economy Act per rafforzare la domanda di plastica riciclata prodotta in Europa.
L’eurodeputato sostiene infine i sindaci del territorio che hanno chiesto al Prefetto un tavolo di crisi, annunciando che porterà in quella sede la risposta che arriverà dalla Commissione. «I Comuni rischiano di dover smaltire come indifferenziato quello che i cittadini differenziano – sostiene Tridico – con costi che finiscono in bolletta».