Ospedale della Sibaritide, Dima: «Lo Ionio è in credito. Ora serve più della somma dei due vecchi ospedali»
L'ex deputato e assessore regionale riconosce l'accelerazione impressa dalla Giunta Occhiuto ma invita a non cancellare la complessa storia dell'opera. Chieste garanzie su specialità, collegamento e riutilizzo di Compagna e Giannettasio
CORIGLIANO-ROSSANO – «Il nuovo ospedale della Sibaritide è un punto di partenza. La vera sfida sarà ciò che riusciremo a metterci dentro: professionalità, specialità e servizi di cura. Questo territorio aspetta molto più del semplice trasferimento dei reparti». È la riflessione di Giovanni Dima, già deputato ed assessore regionale, sul futuro dell'opera sanitaria in costruzione e sulle scelte programmatiche destinate ad accompagnarne l'apertura.
Nel commentare le parole del presidente Roberto Occhiuto – che nel giorno dell'inaugurazione della prima ala ha definito lo Ionio una terra in credito di sanità – Dima sottolinea come tale principio debba ora tradursi in scelte concrete. «Il credito dello Ionio si restituisce garantendo il diritto alla cura. La nuova struttura non può limitarsi al ruolo di semplice spoke, ma deve poter offrire risposte qualificate ed estendere le opportunità di assistenza per evitare i viaggi della speranza».
L'ex assessore riconosce i meriti della spinta impressa dal Governo regionale negli ultimi anni, ma richiama al rispetto della complessa storia amministrativa dell'opera. Un iter segnato nel tempo dalle contese sugli espropri davanti al Consiglio di Stato, dai problemi finanziari della Tecnis e dalle successive riprogrammazioni ministeriali fino all'ingresso dell'impresa D'Agostino, dei tecnici e del project manager Domenico Petrone. «Mediamente per un ospedale in Italia servono 14 anni. Riconoscere l'impegno di oggi non deve portare a cancellare il lavoro del passato».
Infine, Dima evidenzia tre priorità fondamentali per il completamento dell'intervento: la definizione del progetto viario di collegamento tra il nuovo polo e la statale 106 a Insiti, la riqualificazione e il riuso a fini socio-sanitari dei presidi storici "Compagna" di Corigliano e "Giannettasio" di Rossano, e la proposta simbolica di affiancare le due denominazioni storiche al nome di "Ospedale della Sibaritide" per preservare la memoria e l'identità del territorio.