Nuovi Lea, Brutto: «In Calabria le prestazioni non restino sulla carta»
Il presidente della Commissione Sanità richiama la sfida dell’accesso alle cure: nuove tutele e screening devono tradursi in servizi concreti, senza attese insostenibili e spostamenti fuori regione
CATANZARO – Le nuove prestazioni sanitarie devono diventare accessibili ai cittadini, senza liste d’attesa insostenibili o viaggi fuori regione. È il punto sul quale Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità e capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, richiama l’attenzione dopo l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza.
«L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza è una notizia importante per il Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Dopo anni di attesa, il sistema sanitario si adegua all’evoluzione della medicina, introducendo nuove prestazioni, aggiornando quelle esistenti e ampliando le tutele per pazienti affetti da patologie croniche, rare e invalidanti».
Screening, esenzioni e nuove tutele
Tra le novità, Brutto indica i nuovi screening neonatali, con l’ingresso stabile della Sma nei Lea, il test prenatale non invasivo (Nipt), nuove esenzioni per patologie croniche e rare e il percorso nazionale di sorveglianza per le donne con rischio ereditario di tumore della mammella e dell’ovaio.
L’aggiornamento, sottolinea, amplia inoltre le prestazioni di diagnostica, genetica e radioterapia, rafforza gli interventi per i disturbi dell’alimentazione e aggiorna l’assistenza protesica e i criteri per i ricoveri a rischio di inappropriatezza.
«Il messaggio è chiaro: la sanità pubblica deve stare al passo con i bisogni delle persone – aggiunge Brutto –. Ma per la Calabria il vero banco di prova comincia adesso. Un diritto sanitario non è pienamente garantito quando viene scritto in un decreto: lo è quando il cittadino riesce concretamente ad accedere alla prestazione, senza dover affrontare liste d’attesa insostenibili o essere costretto a spostarsi fuori regione. È questa la sfida sulla quale dobbiamo concentrarci».
La Commissione: verificare l’attuazione
Per il capogruppo di FdI, i nuovi Lea rappresentano un’opportunità per rafforzare la sanità calabrese, migliorare la prevenzione, potenziare i servizi territoriali e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
«Come presidente della Commissione Sanità considero prioritario accompagnare questa fase con un’attività di verifica e di impulso, affinché le nuove prestazioni non rimangano soltanto sulla carta», afferma.
Brutto richiama quindi la necessità di valutare le scelte sanitarie attraverso i risultati per i cittadini: «La politica sanitaria deve tornare a misurarsi con una domanda semplice: quanto cambia concretamente la vita di un cittadino? Su questo dobbiamo giudicare l’efficacia delle nostre scelte».
«Non servono soltanto nuove norme, ma organizzazione, programmazione e capacità di utilizzare al meglio le risorse disponibili. I nuovi LEA segnano un passo avanti. La Calabria è pronta ad essere al passo con la sfida del cambiamento e l’implementazione dei nuovi LEA, trasformando l’aggiornamento delle regole in una sanità più moderna, più vicina alle persone e capace di garantire davvero il diritto alla cura».