Insiti, Sciarrotta e Candreva: «Basta passerelle». E chiedono il futuro dei vecchi ospedali
I consiglieri M5S e Pd riconoscono il passo avanti degli ambulatori, ma incalzano su lavori, autorizzazioni e servizi. Chiedono un presidio di alta specializzazione e un piano per le strutture di Corigliano e Rossano
CORIGLIANO-ROSSANO – Il primo passo è positivo, ma il nastro non basta. E mentre si prepara il trasferimento delle attività a Insiti, resta da chiarire anche il destino dei due ospedali di Corigliano e Rossano. Lidia Sciarrotta, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, e Giuseppe Candreva, consigliere comunale del Partito Democratico, intervengono sull’apertura dei primi ambulatori dell’Ospedale della Sibaritide chiedendo di spostare l’attenzione dalla cerimonia ai servizi sanitari.
«Se l’Ospedale unico della Sibaritide è davvero in dirittura d’arrivo, non possiamo che esserne contenti», premettono nella nota congiunta. Ma il diritto alla salute, aggiungono, deve essere «una priorità. Non una vetrina, non uno slogan e soprattutto non una passerella elettorale».
La prima distinzione riguarda il significato dell’apertura: «Sono stati aperti alcuni ambulatori, nell’ambito di un percorso di attivazione progressiva. È una notizia positiva, certo, ma non raccontiamo ai cittadini che qualche ambulatorio aperto equivalga alla consegna di un ospedale».
Sciarrotta e Candreva riferiscono di aver visitato ieri mattina un’ala della struttura e descrivono quanto osservato come «ancora un cantiere», con lavori da completare e spazi che, a loro giudizio, non restituiscono l’immagine di un’opera integralmente ultimata.
Da qui la richiesta di verificare lo stato dei lavori, il rispetto dei tempi e degli obblighi contrattuali. I due consiglieri chiedono che eventuali penali vengano applicate e che le responsabilità siano accertate nelle sedi competenti, con trasparenza verso i cittadini.
Nella loro lettura, la cerimonia avrebbe avuto anche «una forte componente di campagna elettorale». Richiamano inoltre le parole del presidente Roberto Occhiuto sull’obiettivo di dare un segnale all’avvio del percorso di trasferimento.
Un altro capitolo riguarda le condizioni necessarie al funzionamento degli ambulatori. Sciarrotta e Candreva chiedono chiarezza su permessi, autorizzazioni, requisiti tecnici e iter amministrativo, oltre che su depuratore, rete fognaria e allacciamenti essenziali.
«Quando si parla di strutture sanitarie non sono formalità: sono garanzie per i cittadini e per gli operatori», sottolineano.
La questione, però, per i due esponenti comunali va oltre il completamento dell’edificio: «Il problema è capire quale sanità ci sarà dietro quelle porte». Chiedono quindi di conoscere reparti, specialità, tecnologie diagnostiche e personale che saranno effettivamente garantiti.
«Non possiamo trasformare una data sul calendario nel certificato di qualità della sanità calabrese», osservano, pur ribadendo la necessità di rispettare il cronoprogramma.
Sciarrotta e Candreva sollecitano una discussione sul livello dell’offerta sanitaria del nuovo presidio. L’obiettivo che indicano è mettere l’Ospedale della Sibaritide nelle condizioni di diventare un vero hub di riferimento per il territorio, con alta specializzazione, tecnologie avanzate e professionalità capaci di attrarre pazienti e ridurre gli spostamenti fuori zona per curarsi.
«Non possiamo accontentarci di un presidio che trasferisca semplicemente le attività esistenti in una struttura nuova», sostengono.
Il criterio con cui valutare il risultato, aggiungono, deve essere quello dell’assistenza: «Un ospedale non si misura dai metri quadrati, dalle fotografie o dai nastri da tagliare. Si misura dalle persone che riesce a curare e dai servizi che riesce a garantire».
È sul futuro degli ospedali di Corigliano e Rossano che la nota apre un ulteriore fronte. I consiglieri chiedono quali funzioni manterranno le due strutture dopo il trasferimento, quali servizi territoriali vi saranno realizzati e con quali investimenti.
«Non possiamo scoprire dopo il trasferimento che, mentre si inaugura il nuovo, nessuno ha pensato davvero a cosa fare del vecchio».
La richiesta è quella di un progetto complessivo per la sanità della Sibaritide, che definisca insieme il ruolo di Insiti e quello degli edifici esistenti, evitando che questi ultimi vengano progressivamente svuotati senza una destinazione chiara.
Sciarrotta e Candreva assicurano di voler vedere il nuovo ospedale pienamente operativo e di essere pronti a riconoscere il risultato alla Regione, se servizi, tecnologie e personale risponderanno ai bisogni della comunità.
La conclusione riporta il confronto alla sua sostanza: «Non ci interessa sapere chi taglierà il nastro. Ci interessa sapere chi curerà i cittadini, con quali servizi e con quali strumenti».