Frecciarossa Sibari-Bolzano, Schierarsi Villapiana dice di no alla soppressione
L’associazione Piazza Villapiana chiede spiegazioni a Trenitalia e alla Regione sul futuro dell’Alta Velocità dalla Sibaritide e domanda di conoscere atti, costi, orari e fermate del nuovo collegamento annunciato verso Milano e Torino
VILLAPIANA - Fare chiarezza sul futuro del Frecciarossa Sibari-Bolzano e conoscere nel dettaglio il progetto del nuovo collegamento verso Milano e Torino. È la richiesta avanzata dall’associazione Schierarsi - Piazza Villapiana, che interviene nel dibattito sull’Alta Velocità nella Calabria nord-orientale.
L’associazione contesta la prospettata cancellazione della direttrice verso Bolzano e annuncia l’intenzione di rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Trenitalia per conoscere le motivazioni della scelta.
La posizione arriva dopo l’annuncio dell’assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo: dal 13 dicembre 2026 il collegamento non partirà temporaneamente da Sibari a causa dell’interruzione della linea Paola-Castiglione Cosentino per i lavori nella galleria Santomarco; dal 1° febbraio 2027, secondo quanto annunciato dall’assessore, la Freccia dovrebbe tornare a Sibari con una nuova direttrice verso Milano e Torino, non più Bolzano. RFI indica per la galleria Santomarco un’interruzione programmata dal 13 dicembre 2026 al 27 gennaio 2027.
Schierarsi chiede alla Regione di rendere noti gli atti alla base del nuovo servizio: eventuale manifestazione di interesse, risposta di Trenitalia, convenzione, costi a carico dell’ente, fermate, orari e data di apertura delle vendite. L’associazione sostiene inoltre che durante i lavori si debbano individuare soluzioni alternative per non isolare Sibari, ipotizzando servizi sostitutivi verso Paola.
Il Frecciarossa Sibari-Bolzano, intanto, risulta ancora regolarmente contemplato negli avvisi ufficiali relativi alla circolazione di ottobre: RFI e Trenitalia riportano modifiche d’orario per i convogli della relazione, senza indicarne una soppressione nell’attuale periodo di esercizio.
«La fascia jonica non chiede privilegi - conclude Schierarsi -. Chiede semplicemente gli stessi diritti, gli stessi servizi e le stesse opportunità garantite al resto del Paese».