Cassano città della pace, Garofalo chiama i sindaci: «Non servono fondi. Serve una volontà»
Il Centro Studi Giorgio La Pira propone un incontro nella Basilica Cattedrale e una Carta per la Pace con i Comuni della Sibaritide, del Pollino e dell’Arbëria. L’appello al sindaco Iacobini
CASSANO JONIO – Riunire i sindaci nella Basilica Cattedrale e sottoscrivere una "Carta di Cassano per la Pace". È la proposta lanciata da Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira, che invita il primo cittadino Giampaolo Iacobini a raccogliere l’iniziativa e coinvolgere le amministrazioni della Sibaritide, del Pollino, dell’Arbëria e tutti i Comuni disponibili ad aderire.
L’idea parte da una domanda: perché proprio Cassano? Garofalo risponde richiamando la storia religiosa della città e la sua posizione di frontiera, dove il tema della pace deve misurarsi con la vita delle persone.
«Perché Cassano è diocesi antichissima, è frontiera, è terra dove la pace non è un convegno», afferma. Nel suo ragionamento, l’esperienza di Giorgio La Pira diventa il riferimento per una responsabilità da assumere nel presente: «Cassano ne raccoglie l’eredità in un tempo in cui il Mediterraneo è tornato a essere muro, non lago».
Essere una città della pace, per Garofalo, significa scegliere da che parte stare quando il conflitto arriva. «Dalla parte dei bambini, della povera gente, di chi non ha parola». Una scelta che il presidente del Centro Studi rivendica come politica, «nel senso più alto, lapiriano, del termine».
«In un tempo di fucilazioni in diretta e di strade che dividono, dire che una città calabrese vuole essere Città della Pace è un atto politico», sottolinea. Richiama quindi l’invito a meno machiavellismo e più poesia che attribuisce a una lettera di La Pira ad Andreotti del 1952: una poesia capace di diventare forza concreta e costruttiva.
«Cassano ci deve provare. È poco? Forse. Ma è l’unico modo per non rassegnarsi alle guerre in atto nel mondo».
Da questa convinzione nasce la proposta di una giornata dei "Sindaci per la Pace" a Cassano all’Ionio. Il luogo indicato è la Basilica Cattedrale; l’obiettivo è riunire gli amministratori attorno alla firma di una Carta comune.
«Una giornata, nella Basilica Cattedrale, dove i sindaci della Sibaritide, del Pollino, dell’Arbëria e tutti i comuni che vorranno aderire si ritrovino non per un protocollo, ma per firmare una Carta di Cassano per la Pace. Non servono fondi. Serve una volontà».
L’iniziativa è una proposta ancora da raccogliere e organizzare. Garofalo ne affida il primo passo al sindaco, richiamando la capacità di dialogo che riconosce all’esperienza fiorentina di La Pira, anche tra interlocutori divisi dalla guerra fredda.
L’appello conclusivo è diretto: «Che il Sindaco Giampaolo Iacobini raccolga l’invito. Noi ci siamo».