Caro gasolio, Borrelli: «I 15 milioni non finiscano alle grandi aziende. Priorità ai piccoli agricoltori»
L’agricoltore ed ex consigliere di Altomonte considera il sostegno regionale un tampone per le arature. Chiede tetti ai contributi, ristori a scaglioni e più attenzione alle imprese delle aree interne
ALTOMONTE – Un tetto al contributo per ciascuna azienda e aiuti che tutelino soprattutto i piccoli e medi produttori. È la richiesta di Vincenzo Borrelli, agricoltore impegnato nei presidi territoriali ed ex consigliere comunale di Altomonte, in vista della discussione in Consiglio regionale del provvedimento da 15 milioni di euro contro il caro carburanti annunciato dal presidente Roberto Occhiuto.
Borrelli riconosce lo sforzo della Regione, ma considera le risorse una risposta temporanea alle difficoltà delle imprese agricole.
«Riconosciamo lo sforzo della Regione Calabria, ma dobbiamo essere realistici: questo intervento non è risolutivo», dichiara. «Si tratta di una misura tampone che potrà dare ossigeno alle aziende soltanto per qualche mese. Per le piccole e medie imprese sarà appena sufficiente per coprire i costi del gasolio necessari ad arare i terreni in vista della prossima stagione di semina. Per salvare davvero il settore servono risposte molto più strutturate e importanti da parte del Governo centrale, che non può continuare a delegare l’emergenza alle sole risorse regionali».
«Non lasciate le briciole alle imprese familiari»
Il punto centrale dell’intervento riguarda la distribuzione degli aiuti. Borrelli teme che un riparto legato prevalentemente ai consumi possa concentrare le risorse sulle aziende più grandi, penalizzando quelle familiari.
«Come agricoltore sto partecipando in prima persona ai presidi e alle mobilitazioni al fianco dei tanti colleghi che vedono soffocare le proprie attività. In questi giorni di sacrifici sotto il sole e sotto la pioggia, le grandi aziende agricole – quelle strutturate e con fatturati milionari – non si sono mai viste al nostro fianco. Non hanno partecipato alle proteste né hanno condiviso il peso della mobilitazione».
«Sarebbe un’ingiustizia inaccettabile se oggi questi 15 milioni venissero assorbiti in gran parte proprio da chi ha i consumi più elevati ma è rimasto a guardare, lasciando le briciole alle piccole e medie imprese familiari».
Quattro richieste per il riparto
Alla Giunta e al Consiglio regionale Borrelli propone quattro criteri. Il primo è un limite massimo di contributo per singola partita IVA, per evitare che pochi beneficiari assorbano la dotazione finanziaria.
Il secondo riguarda ristori a scaglioni degressivi, con una percentuale di sostegno più alta sui primi litri di gasolio agricolo acquistati, a tutela dei piccoli e medi produttori.
Chiede inoltre di riservare la quota maggioritaria delle risorse agli imprenditori agricoli professionali e ai coltivatori diretti, dando priorità a chi vive esclusivamente di agricoltura e non riesce a trasferire i rincari sui prezzi di vendita.
Infine, sollecita maggiore attenzione alle aree interne, con più risorse per le imprese dei territori collinari e montani, sulle quali pesano costi di lavorazione e trasporto più elevati.
«I 15 milioni devono servire a far ripartire i trattori dei piccoli e medi agricoltori che presidiano il territorio. La Regione faccia la sua parte con equità, mentre al Governo Roma chiediamo interventi strutturali e di lungo periodo», conclude Borrelli.