Alto Jonio, nove Comuni verso il distretto turistico. E la rete Terrae Magna Grecia a cosa serve?
Cassano capofila del percorso per collegare visioni e declinazioni comuni. Un nuovo progetto che mette a nudo tutte le falle di quel progetto nato a Corigliano-Rossano e che ingloba la qualunque
CASSANO JONIO – Il mare da collegare ai borghi, l’archeologia alla montagna, le esperienze ai servizi. Nove Comuni dell’Alto Jonio cosentino avviano il percorso per costituire un distretto turistico e costruire una destinazione riconoscibile sui mercati nazionali e internazionali. Cassano Jonio è promotore e capofila di un progetto che punta ad attrarre visitatori durante tutto l’anno, incentivare soggiorni più lunghi e distribuire i benefici del turismo anche nell’entroterra. Almeno, questo nelle premesse e nelle buone intenzioni.
La decisione è maturata nell’incontro di ieri, 5 ottobre, al quale hanno partecipato, insieme al sindaco della città delle terme, Gianpaolo Iacobini, anche i colleghi di Amendolara, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Plataci, Rocca Imperiale, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce e Villapiana. Il distretto deve ancora essere definito e riconosciuto dalla Regione ma la riunione segna certamente l’avvio del percorso e anche un distinguo - probabilmente voluto - con quella che è al rete turistica di Terrae Magna Grecia.
La scelta ha una logica territoriale precisa. Comunità con risorse complementari provano a organizzarsi attorno a un’offerta condivisa, nella quale la costa possa dialogare con il patrimonio archeologico, gli ambienti naturali, le tradizioni e le produzioni enogastronomiche. È un lavoro che parte dalle vocazioni dei luoghi e dalla possibilità di collegarle in itinerari ed esperienze.
Ed è proprio questa impostazione a rendere il progetto significativo anche sul piano politico. Perché nell’area della Sibaritide-Pollino, dicevamo, esiste già la rete turistica nata su input dei consiglieri comunali di Corigliano-Rossano Gianfranco Costa e Francesco Marino Scarcella, con l’ambizione di abbracciare la Calabria del nord-est. Eppure i nove Comuni dichiarano oggi di voler costruire una strategia condivisa, una promozione unitaria e un coordinamento stabile. Ripartono, cioè, dagli elementi fondamentali di una destinazione turistica.
Un’offerta comune, dalla costa alla montagna
Il tavolo riunitosi ieri individua l’obiettivo nella costruzione di «una destinazione turistica riconoscibile, capace di collegare il mare e la costa con il patrimonio archeologico, i borghi e la montagna».
Il distretto viene pensato, quindi, come uno strumento stabile per condividere le priorità di intervento, programmare iniziative comuni e rendere più efficiente l’organizzazione dell’offerta e dei servizi. Mettere in rete risorse e competenze dovrebbe inoltre rafforzare la capacità di progettazione, sostenere le imprese del settore e favorire nuovi investimenti.
Il coinvolgimento degli operatori
Centrale sarà la costruzione di un partenariato pubblico-privato, con imprese e operatori turistici, associazioni di categoria e territoriali, reti di impresa e altri soggetti rappresentativi dell’economia e della società locale.
La partecipazione delle comunità servirà a raccogliere esigenze e proposte per migliorare l’accoglienza, promuovere un turismo sostenibile e generare opportunità di lavoro e di impresa. Il percorso punta dunque a dare alla collaborazione tra amministrazioni una dimensione operativa, coinvolgendo chi sul territorio accoglie i visitatori e organizza i servizi.
Completata la definizione del distretto e conclusa positivamente la Conferenza di servizi, Cassano Jonio trasmetterà alla Regione Calabria il protocollo d’intesa contenente le linee progettuali, insieme alla delibera di approvazione e agli allegati previsti dal vademecum regionale.
La documentazione sarà sottoposta, quindi, dal Dipartimento competente alla Giunta regionale per la deliberazione di presa d’atto finalizzata all’istituzione, al riconoscimento formale e alla piena operatività del distretto.
La geografia del turismo e quella della politica
Il percorso appena avviato porta però in evidenza una contraddizione che merita di essere discussa. Cassano sarà capofila del nuovo distretto, mentre il suo sindaco è vicepresidente della rete Terrae Magna Grecia. La necessità di costruire una strategia turistica emerge quindi anche dall’interno della stessa aggregazione che avrebbe dovuto dare una prospettiva comune al territorio.
La questione, è evidente, va oltre una ripartizione di competenze: riguarda il criterio con cui si decide di tenere insieme i territori. L’Alto Jonio parte da relazioni comprensibili: costa ed entroterra, archeologia e borghi, mare e montagna. Risorse diverse ma facenti parte tutte di un'unica narrazione e che possono diventare tappe di un viaggio e parti di un’offerta. È naturale che territori con vocazioni compatibili cerchino una dimensione comune nella quale programmare e promuoversi.
La geografia della politica, però, segue altre esigenze. Può allargare un tavolo fino a comprendere tutti i sindaci, sommare adesioni, rivendicare una rappresentanza vasta. Ma la somma dei Comuni non produce automaticamente una destinazione. Anzi, nel caso di TMG quella destinazione la annienta totalmente. E il nuovo percorso dell’Alto Jonio rende visibile questa stridente contraddizione.