Corruzione negli appalti sanitari, CGIL e FILCAMS: «Occhiuto convochi subito un tavolo regionale sulla legalità»
Dopo l'inchiesta della Procura di Crotone con 13 avvisi di garanzia tra il Crotonese e il Lametino, Gianfranco Trotta e Giuseppe Valentino chiedono garanzie su trasparenza, salari e tutela dei lavoratori negli appalti.
CATANZARO – «La magistratura accerterà le responsabilità penali, ma quelle politiche non possono essere rinviate alle sentenze. La Regione Calabria e il presidente Roberto Occhiuto, che detiene direttamente la delega alla sanità, devono assumersi le proprie responsabilità e prestare maggiore attenzione al sistema degli appalti». È quanto affermano il Segretario Generale della CGIL Calabria, Gianfranco Trotta, e il Segretario Generale della FILCAMS Cgil Calabria, Giuseppe Valentino, all'indomani dell'inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Crotone che ha portato a 13 avvisi di conclusione indagini preliminari tra Crotone e Lamezia Terme per presunta corruzione nel settore sanitario.
I due sindacalisti sottolineano come questo non rappresenti un episodio isolato nel panorama regionale. «Le risorse pubbliche destinate alla sanità non possono trasformarsi in un terreno di opacità o interessi privati, mentre i costi dei risparmi vengono scaricati sui lavoratori tra tagli di ore, precarietà e salari bassi. Non è ammissibile che attorno alla sanità pubblica girino tangenti e affari milionari».
Da qui la richiesta formale rivolta al Governatore Occhiuto di convocare un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per discutere di legalità, qualità degli appalti e tutela occupazionale. «La conclusione del commissariamento ha restituito alla Regione la piena responsabilità della gestione sanitaria. Occorre dimostrare nei fatti la capacità di governare con trasparenza», concludono Trotta e Valentino, ricordando inoltre le due leggi di iniziativa popolare promosse dalla CGIL per il diritto alla salute e la tutela del lavoro negli appalti.