Trebisacce, gli ex alunni del 1956 chiedono al Comune di recuperare il Cinema-Teatro Gatto
La petizione dei “Mitici della 1ª C” propone di valutare l’acquisizione pubblica dell’immobile e una nuova destinazione culturale: «Non chiediamo di riportare indietro il tempo»
TREBISACCE – Restituire alla comunità il luogo nel quale, da ragazzi, avevano scoperto il cinema e una finestra sul mondo. È la richiesta dei “Mitici della 1ª C”, già alunni della Scuola Media di Trebisacce nell’anno scolastico 1956-1957, che hanno sottoscritto una petizione per la possibile acquisizione al patrimonio pubblico dell’ex Cinema-Teatro Gatto.
Il documento, datato 10 settembre 2026, è rivolto al sindaco Mundo e all’Amministrazione comunale e, per conoscenza, al presidente del Consiglio e ai consiglieri comunali. I promotori chiedono di valutare l’acquisto dell’immobile, di proprietà della famiglia Gatto, oppure un’altra soluzione che il Comune ritenga praticabile.
Una sala che apriva gli orizzonti dell’Alto Jonio
La petizione ricorda il ruolo svolto dal Cinema-Teatro Gatto negli anni Cinquanta e per parte degli anni Sessanta, in un territorio segnato da difficoltà economiche, possibilità limitate di istruzione e poche occasioni culturali e ricreative.
In quel contesto, spiegano i firmatari, la sala rappresentò per migliaia di cittadini di Trebisacce e dell’Alto Jonio un luogo di incontro, socializzazione e crescita. I film e i cinegiornali dell’Istituto Luce permettevano di conoscere storie, immagini e avvenimenti italiani e internazionali altrimenti difficilmente accessibili.
I promotori conservano il ricordo dei film attesi, delle serate trascorse nella sala e delle discussioni che continuavano all’uscita. Ricordi personali che, condivisi da tante persone, diventano memoria collettiva.
È questo il valore che chiedono di tutelare: evitare che un luogo importante nella vita della comunità perda definitivamente la propria identità, interrompendo il legame tra le generazioni.
La proposta: acquisizione, recupero e confronto pubblico
I firmatari precisano di non volersi sostituire alle valutazioni dell’Amministrazione, ma di chiedere che queste vengano effettuate. L’eventuale acquisizione e il recupero potrebbero consentire all’edificio di tornare a ospitare attività culturali e sociali coerenti con la sua storia.
Tra le possibilità indicate figurano iniziative cinematografiche e teatrali, incontri, conferenze, attività per i giovani, esposizioni e testimonianze della storia cittadina. La destinazione definitiva, sottolineano, dovrà essere oggetto di valutazione.
La petizione formula quattro richieste: riconoscere il valore storico, sociale e culturale dell’immobile; verificare l’esistenza di finanziamenti regionali, nazionali o europei per acquisizione, recupero e rifunzionalizzazione; considerare una destinazione prevalentemente culturale, formativa e di aggregazione; promuovere, prima delle decisioni definitive, un confronto pubblico con cittadini, associazioni, scuole e realtà sociali del territorio.
Per i promotori, questa prospettiva assume particolare significato mentre i piccoli centri del Mezzogiorno affrontano spopolamento, perdita degli spazi di incontro e indebolimento dei legami tra generazioni.
«Non chiediamo di riportare indietro il tempo», scrivono. La richiesta è custodire ciò che il Cinema-Teatro Gatto ha rappresentato e permettere che quel luogo possa avere ancora una funzione nella vita di Trebisacce.
A sottoscrivere la petizione sono Giovanni Aurelio (Montegiordano), Aldo Barletta (Campobasso), Francesco Barbato (Rocca Imperiale), Emilia Benvenuti (Trebisacce), Lidia Bloise (Urbino), Giuseppe Caligiuri (Ferrara), Isabella D’Angelo (Tenerife, Canarie), Antonietta Farina (Torino), Maria Rosaria Franchino (Trebisacce), Giambattista Franco (Padova), Giuseppe Franco (Roma), Vincenzo Gerundino (Amendolara), Giuseppe Lo Fiego (Abano Terme), Dante Maffia (Roma), Pasqualina Mortoro (Roma), Luisa Petta (San Giorgio Jonico), Rina Romeo (Genova), Giuseppe Salerno (Amendolara), Mario Torsitano (Trebisacce), Giuseppe Trebisacce (Cosenza) e Rocco Trebisacce (Taranto).