Trattori ancora al quadrivio di Spezzano: secondo giorno di presidio nel cuore della Sibaritide
Prosegue la mobilitazione del Movimento Terra e Agricoltura. Dopo la partecipazione registrata ieri, mezzi e lavoratori tornano a presidiare uno degli snodi strategici dell’Alta Piana. Proteste anche a San Marco Argentano
SPEZZANO ALBANESE – I trattori sono ancora lì. Per il secondo giorno consecutivo la protesta degli agricoltori presidia il quadrivio di Spezzano Albanese, uno degli snodi più importanti dell’entroterra della Sibaritide e punto di collegamento con l’A2 del Mediterraneo. Da stamattina, inoltre, si segnala un nuovo presidio anche sul quadrivio di San Marco Argentano, altro snodo strategico di connessione tra la Valle dell'Esaro e la Piana di Sibari.
La mobilitazione promossa dal Movimento Terra e Agricoltura (MTA) prosegue dunque dopo la giornata di ieri, quando nell’area si erano ritrovate circa 200 persone tra coltivatori diretti, imprenditori agricoli e operai, insieme ai mezzi da lavoro.
Il presidio rappresenta la prosecuzione della protesta partita nei giorni scorsi dalla costa jonica e dallo svincolo di Firmo-Sibari, per poi spostarsi verso il cuore agricolo dell’Alta Piana.
Sul tavolo restano tre questioni: il costo del carburante agricolo, i prezzi riconosciuti ai produttori ritenuti ormai insufficienti rispetto ai costi di produzione e i danni causati dalla fauna selvatica.
Una vertenza che, dopo il primo raduno quasi in sordina, sta assumendo una dimensione più ampia e territoriale. La scelta di fermarsi a Spezzano Albanese (e da oggi anche a San Marco Argentano) non è casuale: da qui transitano ogni giorno aziende, mezzi agricoli e lavoratori di una parte importante della Piana di Sibari.
La protesta continua quindi a tenere acceso il confronto su una crisi che gli operatori del comparto considerano ormai strutturale. E, per il secondo giorno, i trattori restano in strada.