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Superstrada Castrovillari-Frascineto-Cassano, Acanto ODV: «Si valutino impatti e alternative»

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CASTROVILLARI - Un documento articolato, rivolto ai cittadini e agli enti coinvolti nella Conferenza di servizi, per aprire un confronto sul nuovo Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica 2026 relativo al completamento e alla messa in sicurezza della SP 263, ex SS 105, tra Castrovillari, Frascineto e Cassano all’Ionio.

A predisporlo è Acanto ODV, associazione impegnata nella tutela del territorio, che precisa di non voler assumere una posizione pregiudizialmente contraria alla realizzazione di nuove infrastrutture, ma di ritenere necessario approfondire alcuni aspetti del progetto prima delle determinazioni definitive.

La nota prende in esame un intervento dal valore complessivo vicino ai 60 milioni di euro, articolato su oltre dieci chilometri, e concentra l’attenzione soprattutto sul tracciato previsto nella Valle dell’Eiano, sul rapporto con l’ex sedime delle Ferrovie Calabro-Lucane e sulle conseguenze che l’opera potrebbe determinare sul paesaggio, sul patrimonio archeologico, sugli habitat naturali e sull’assetto idrogeologico dell’area.

Nel documento vengono inoltre affrontati il tema degli espropri, gli interventi di bonifica bellica previsti dal progetto e la possibilità di valutare soluzioni alternative, tra cui il potenziamento della SP 164 nel collegamento verso Cassano e interventi più contenuti sull’attuale viabilità nella zona della Pietà a Castrovillari.

Acanto ODV chiede quindi che, prima dell’espressione dei pareri nell’ambito della Conferenza di servizi, venga approfondita la documentazione disponibile e siano prese in considerazione anche ipotesi progettuali differenti.

Di seguito le osservazioni contenute nella nota.

La nostra Associazione di volontariato ha tra gli scopi statutari la difesa del territorio, questo non vuol dire contrastare ogni forma di progetto infrastrutturale ma, in una fase storica di alterazione dei contesti ambientali e di consumo di suolo senza precedenti, è per noi doveroso offrire alcuni spunti di riflessione sul nuovo progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE 2026) relativo alla costruzione di un’arteria stradale veloce che collegherà Castrovillari – Frascineto – Cassano Ionio, per il quale è stata indetta la Conferenza dei servizi (Prot. N. 672887 del 07/08/2026). È bene precisare che il presente documento è principalmente rivolto ai cittadini e associazioni che gravitano nell’area del progetto ma, allo stesso tempo, sperando che possa suscitare interesse, abbiamo deciso di inviarlo ai principali Enti coinvolti per condividere le medesime riflessioni. Il progetto di fattibilità in oggetto è il secondo in pochi anni. Il primo PTFE risale al 2023 per il quale fu indetta una precedente Conferenza di servizi decisoria (Prot. N. 55980 del 07/02/2023), ma venne interrotto, forse per un mutato quadro normativo/finanziario. Non è dato saperlo. Il nuovo progetto 2026 prevede un costo di circa 60 milioni di euro (per l’esattezza 43.013.382,88 euro di lavori/sicurezza e 15.603.407,95 euro di somme a disposizione per studi e relazioni, direzione lavori, espropri ecc.), che graverà sulle spalle di tutti i contribuenti calabresi ma in particolare interesserà i cittadini dei paesi coinvolti, anche in virtù delle decine e decine di espropri previsti tra case rurali e terreni agricoli. L’onere complessivo, tra terreni, fabbricati e occupazioni temporanee, è stimato in euro 631.182,42 (pag. 13 PFTEESESPRE01A_RELAZIONE ESPROPRI). Tralasciando l’aspetto economico, non di poco conto, proviamo a riassumere in cosa consiste il progetto di superstrada. Come il precedente, anche questo nuovo progetto consta di 3 tratti, complessivamente lunghi circa 10 km e 200m (AB-BC-CD).

 Il primo tratto (AB) di quasi due chilometri, collega la Pietà nel Comune di Castrovillari ad un pezzo dell’attuale SP 263 (ex SS 105) e quindi con l’imbocco dell’autostrada A2 a Frascineto. Esso prevede la realizzazione di una parte di strada in rilevato (opere in terra rinforzata – le cosiddette “terre armate”) e una parte in trincea (scavo). In altre parole verrà realizzata una lunga rampa di terra di circa 500m (300m+200m circa), dal costo stimato di un milione e duecento mila euro (1 200 000 euro), alternata da uno scavo in trincea, tutto per superare un dislivello di 80m circa. Per chi conosce la zona, il primo pezzo di questo tratto AB, partirà dal parcheggio della chiesa della Pietà di Castrovillari e tirerà diritto verso l’ingresso del Cementificio, impattando sulla collina e le grotte della Pietà. Il secondo tratto (BC) per 2,8 km circa, interessa il collegamento tra lo svincolo A2 e la viabilità esistente nel Comune di Frascineto, con l’obiettivo di migliorarne le caratteristiche geometriche e funzionali e della strada. Il terzo tratto (CD) si estende per 5,3 km circa e andrà a collegare Frascineto a Cassano Ionio passando per la Valle del Fiume Eìano, con la realizzazione di un viadotto e sovrapponendosi, per un lungo tratto, sul tracciato delle ex ferrovie Calabro-Lucane. In altri termini, dopo una prima parte sviluppata lungo la viabilità attuale, il nuovo asse stradale si sposterà su un tratto in variante, caratterizzato dalla realizzazione di un nuovo viadotto che inciderà l’attuale paesaggio agrario e, successivamente, utilizzerà il sedime del dismesso tracciato ferroviario per giungere a Cassano Ionio. Per quanto sintetizzate, queste prime informazione danno un’idea dell’ampiezza del progetto, di quale sia l’andamento e quali aree andrà ad interessare.

A questo punto sono necessarie alcune considerazioni su:

Il costo e l’opportunità dell’opera: parliamo di quasi 60 milioni di euro. Considerando i bisogni delle popolazioni residenti e i volumi di traffico presenti e futuri, l’intervento sembra ingiustificato, soprattutto se rapportato alle reali necessità di una viabilità regionale che patisce mancanza di strade e di strade sicure. I paesi di Bocchigliero e Campana ne sono una dimostrazione. Su scala regionale possiamo affermare che si tratta di un universo di tanti piccoli comuni sempre più isolati da strade pericolose e a volte interrotte che limitano le loro stentate economie e persino la possibilità di mandare in sicurezza i propri figli a scuola. Forse, a volte, bisognerebbe avere il coraggio di guardare alle priorità e alle reali necessità in una Regione in cui la viabilità è da sempre una grave limitazione, e non impostare gli interventi in base al luogo di “elezione” o in base al colore politico di quel territorio.

La scelta del percorso: la scelta del percorso è sicuramente infelice, in particolare il tratto che attraversa la Valle del Fiume Eìano, sovrapponendosi al tracciato delle ex Ferrovie Calabro Lucane. A tal proposito è bene precisare che il tracciato ferroviario con la ex Stazione ferroviaria di Civita, il casello e le strutture accessorie costruite oltre un secolo fa, costituiscono un bene paesaggistico e storico di grande importanza. Luoghi e strutture che hanno segnato fortemente l’evoluzione sociale, culturale ed economica di questi territori e che rischiano di essere cancellati. A parte gli aspetti socio-culturali e storici, il tracciato delle ex Ferrovie Calabro-Lucane costituisce la strada di collegamento naturale dall’entroterra verso Sibari e quindi verso il mare. Buona parte del tracciato ferroviario è stato trasformato in questi anni in piste ciclabili, costituendo una componente della cosiddetta CICLOVIA DEI PARCHI, con cospicui investimenti da parte della Regione Calabria. Sibari, se considerato un nodo intermodale di scambio treno-bici, potrebbe unirsi ai luoghi e ai paesi dell’entroterra del Parco Nazionale del Pollino, semplicemente utilizzando buona parte del tracciato ferroviario, che ancora oggi continua ad incantare per la bellezza dei luoghi attraversati. Tale percorso è oggi considerato anche collegamento religioso, già identificato come “Cammino Mariano del Pollino”. Sarebbe bello pensare di arrivare in treno a Sibari con a seguito le bici e poter risalire nel cuore del Parco Nazionale del Pollino lungo un percorso dedicato e sicuro, carico di storia, immerso in una scenografia naturale unica. E invece la superstrada, con tutti i suoi lavori annessi, distruggerà questo meraviglioso tratto, sovrapponendosi al tracciato ferroviario e, realizzando un nuovo viadotto, interromperà la continuità paesaggistica del meraviglioso mosaico agrario che lo contraddistingue. A tutti gli effetti, andrà a compromettere la Valle dell’Eìano che, ribadiamo, è ricca di ritrovamenti archeologici, siti di archeologia industriale, grotte, emergenze naturali, in altre parole luoghi meravigliosi fortemente attrattivi per gli amanti del turismo lento e sul quale la Regione sta puntando.

L’alternativa NON considerata: esiste un’alternativa, meno dispendiosa, meno impattante e utile allo stesso tempo. L’alternativa del tratto CD potrebbe essere quella di investire una parte di questi fondi per mettere in sicurezza e migliorare la viabilità dell’attuale SP 164 (per i cassanesi “justratica”) che collega la parte nord del Centro abitato di Cassano con l’incrocio nei pressi della ex Stazione di Civita e quindi con la SP 263. Con i suoi attuali 4,3 km e un tempo di percorrenza di circa 7 minuti, la SP 164, se riammodernata e messa in sicurezza andrebbe a ridurre drasticamente i tempi di percorrenza tra Cassano e lo svincolo autostradale di Frascineto. Tutto questo senza compromettere la bellezza della vallata dell’Eìano, lasciando inalterati i luoghi che invece avrebbero bisogno di cura, nuovi studi e una valorizzazione sostenibile, anche in un’ottica di turismo lento. Per il tratto AB nel Comune di Castrovillari si potrebbe riconsiderare un intervento decisamente più “sobrio” apportando semplicemente alcune modifiche all’attuale tracciato viario. Ad esempio, con una spesa fortemente ridotta, si potrebbero rivedere alcuni tratti e i raggi di curvatura, addolcendo alcune curve. In questo modo si potrebbe migliorare la sicurezza e ridurre i tempi di percorrenza. Sicuramente, con la costruzione della “rampa”, cioè di una lunga livelletta di circa un chilometro, avremo una velocizzazione del collegamento con l’autostrada. Non sappiamo però quanto tempo verrà risparmiato ma sappiamo bene che attualmente per raggiungere lo svincolo autostradale A2 da Castrovillari partendo dalla Pietà, occorrono soltanto 3 min in auto.

L’archeologia: è necessario sottolineare che in questo nuovo progetto 2026, la documentazione disponibile non contiene gli esiti della specifica analisi archeologica. Gli stessi studi di progetto, a dimostrazione dell’alto valore culturale dell’area, rilevano la presenza di numerose evidenze archeologiche note, sia all'interno del corridoio di progetto sia nelle aree limitrofe, riferibili a differenti fasi cronologiche, dalla preistoria all'età medievale, comprendenti aree funerarie, tracciati viari antichi, insediamenti rurali, edifici di culto. C’è da dire però che la Relazione di verifica preventiva dell'interesse archeologico NON risulta esaustiva ed è priva di importanti aggiornamenti. Per tale motivo, sarebbe opportuno, prima di indire una Conferenza dei servizi, completare preliminarmente gli studi sul territorio e ricostruire in modo significativo il quadro storico e archeologico necessario all’individuazione di aree a differente potenziale archeologico (Carta del potenziale archeologico) e a differente rischio (Carta del rischio archeologico), associata alle lavorazioni. Inoltre, non si può giustificare la mancanza di studi archeologici limitandoci (da come si legge nel PFTE 2026) a considerare una parte del progetto soltanto come l’ammodernamento di una strada esistente. Anche se una parte dell’intervento ripercorre e amplia una strada esistente, non bisogna dimenticare che le aree di sbancamento, i rilevati, le opere di sostegno, la fondazione dei manufatti, impatteranno sul territorio e comunque interesseranno un’area a fortissima vocazione archeologica, così come dimostrato dalle tante pubblicazioni esistenti, come ad esempio la Carta archeologica di Quilici Gigli, nonché i recenti studi condotti dall’Università olandese di Groningen.

La Natura: analoga considerazione va fatta sugli aspetti naturalistici. La valle dell’Eiano rappresenta un importante corridoio ecologico, con la presenza di specie endemiche che richiedono una protezione rigorosa come la rara farfalla Melanargia arge. Documentate altre specie inserite nell’ allegato II e IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE). Importante è certamente la presenza del Torcicollo (Jynx torquilla), un piccolo ma importantissimo uccello inserito nella lista rossa dei vertebrati italiani classificato come in Pericolo. Va ricordata la presenza del Cervone (Elaphe quatuorlineata), specie per la quale è richiesta la protezione rigorosa e poi tante altre come la luscengola, il granchio di fiume, senza tralasciare i numerosi insetti e anfibi che popolano l’area. Inoltre, il tracciato viario andrà a sovrapporsi con la zona di protezione speciale (ZPS PollinoOrsomarso) per la quale comunque mancano rilievi sito specifici.

Il Paesaggio: altra considerazione riguarda gli aspetti Paesaggistici. La bellezza visiva di uno dei paesaggi agricoli più suggestivi della regione, posto ai piedi dell’edificato di Frascineto-Eianina, e che si caratterizza per la bellezza e l’armonia dei suoi colori, la trama e le strutture rurali, verrà certamente compromesso. La trasformazione territoriale operata dalla superstrada con le sue scarpate, rilevati, muri, viadotti, determinerà la frammentazione dei coltivi, fatti soprattutto di vigneti e seminativi che offrono uno spettacolare colpo d’occhio da chi guarda la valle dalle aree circostanti. Aggiungiamo che il tracciato interferisce, per circa 348 m nel territorio di Civita, con una zona sottoposta a tutela paesaggistica in forza del D.M. 27 giugno 1985. Inoltre, desta preoccupazione l’impatto paesaggistico generato dalla costruzione della rampa in “terra armata” (alternata da uno scavo in trincea nelle parti oltre livello sulla collina della Pietà) nel Comune di Castrovillari, che andrà ad interferire con il profilo naturale dell’area. Riferendoci all’andamento plano altimetrico del progetto (PFTEPSTRAPL01A_Profilo longitudinale - Tav 1), possiamo immaginare, in mancanza di una fotosimulazione, come la collina sovrastante la Pietà e quindi le omonime grotte, tra l’altro già interessate da studi archeologici con il rinvenimento di sporadico cocciame tardoantico, oltre che bizantino, verranno sezionate e inglobate nell’opera.

L’ idrogeologia: l’area prescelta desta qualche perplessità anche perché presenta una certa “instabilità” idrogeologica. Dal progetto si evince che il territorio attraversato ricade in molte sue porzioni in aree a Pericolosità Idraulica P1, P2, P3 e risulta ricadere in molte sue porzioni in aree a Rischio Idraulico R1, R2, R3, R4. Inoltre, dallo studio della cartografia relativa al vincolo idrogeologico forestale, il tracciato di progetto risulta attraversare, per tutta la sua estensione, particelle catastali sottoposte a tale vincolo. L’ ultima coda del tracciato ricade in una area a Rischio frana R2. (PFTEEGGENRE02A_Reazione tecnica illustrativa).

La bonifica bellica: tra le altre spese da sostenere ce n’è una non troppo usuale. Riguarda la bonifica bellica. Infatti, proprio per le vicende storiche relative alla seconda guerra mondiale che hanno riguardato una parte dell’area in questione, è prevista una spesa per la ricerca, la localizzazione e lo scoprimento di ordigni, mine e residuati bellici di ogni genere, con i relativi ripristini, di circa 490 000 euro. Un costo fortemente assoggettato alla scelta del percorso che, come già evidenziato, andrà ad interessare un’area ferroviaria, considerata un obiettivo strategico durante la guerra. Inoltre, bisogna considerare che l’area di Frascineto è stata oggetto di accampamenti e attività dei soldati tedeschi. Precisiamo che la bonifica bellica avrà conseguenze “invasive” sul territorio visto che non sarà solo relativa ad attività di superficie ma, in aggiunta, interesserà interventi fino alla profondità di 7m dal piano di campagna.

In conclusione, tutte le considerazioni esposte dovrebbero aprire una riflessione comune anche sull’opportunità o meno di costruire questo collegamento, così come è stato concepito. Considerare le alternative potrebbe ridurre i costi e l’impatto ambientale. Inoltre, trattandosi di opera non conforme alle previsioni urbanistiche vigenti, auspichiamo che gli Enti interessati, Comuni in testa, presenti in Conferenza dei servizi, chiedano, prima di esprimere il parere sul progetto, un approfondimento sulla documentazione esistente, valutando anche le possibili alternative, come quelle proposte.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.