Rossano Ultras, quarant’anni e una sola fede: l’amor mio non muore mai
Dal Commando Freak ai Boys passando per la Brigata Bizantina e i Quelli di Sempre: a novembre tre giornate per riunire generazioni, ricordare chi non c’è più e celebrare con la città una passione che va oltre le società sportive
CORIGLIANO-ROSSANO – Quelli che c’erano all’inizio e quelli che, allora, non erano ancora nati ma anche quelli che non ci sono più e continuano vivere nella memoria dei loro compagni. Tutti, proprio tutti si ritroveranno per festeggiare una storia che ha attraversato quarant’anni, passando dagli spalti alle trasferte, dalle amicizie ai luoghi della città. Il 26 novembre 2026 la Rossano Ultras compirà quarant’anni: il movimento nacque nello stesso giorno del 1986 e oggi prepara una celebrazione aperta a tutta la comunità.
A organizzarla saranno insieme gli ultras storici che contribuirono alla nascita del movimento e i ragazzi che oggi ne raccolgono il testimone. Dal celebre Commando Freak ai Boys passando, inevitabilmente, dalla Brigata Bizantina e dai Quelli di Sempre: generazioni diverse, storie spesso agli antipodi, che si mettono al lavoro per dare una casa comune ai ricordi e alla passione di oggi.
Le celebrazioni si articoleranno nel mese di novembre, con tre giornate di iniziative e festeggiamenti, in un programma che sarà dettagliato nelle prossime settimane e con una cadenza che - non abbiamo dubbi - avrà il tono di una celebrazione, storica, vera, intensa e profonda.
Quattro decenni - lo dicevamo - significano persone, prima ancora che date. E ognuna di queste persone richiama inevitabilmente passioni e amicizie, sacrifici ed emozioni vissuti sugli spalti, in viaggio e in città. Ci sono aneddoti, ci sono avventure (e disavventure); ci sono amori e scazzi; carezze e cinghiate ma tutto racchiuso attorno ad una fede: quella verso i colori della propria città. E si badi bene, perché è questo uno dei fili sottilissimi che attraversa questa storia: il movimento ultras va a prescindere da matricole e società sportive la radice sono i colori, la matrice è l'amore sconfinato verso uno sport ed il suo radicamento identitario alla città. Rossano, in questo caso... prima di tutto. Una vera e propria àgape che negli anni ha prodotto un patrimonio di esperienze che ha coinvolto tante generazioni e che l’anniversario vuole rimettere in circolo. Perchè - come diceva la strofa di un vecchio coro cantato tra le curve del De Rosis e sugli spalti del Rizzo - l'amor mio non muore mai...
La festa servirà a ritrovare chi ha condiviso una parte di quel percorso, a ricordare le persone e i momenti che lo hanno segnato, a far incontrare chi ne ha vissuto gli inizi con chi lo porta avanti adesso.
«Quarant’anni - si legge nel comunicato stampa del movimento - rappresentano un traguardo importante, che vogliamo celebrare insieme a tutta la città e alle tante persone che, nel corso del tempo, hanno fatto parte di questo cammino. Sono volti, storie e generazioni diverse, unite da un legame che si è rinnovato negli anni»,.
L’invito, dunque, va oltre chi oggi frequenta gli spalti. Le tre giornate sono pensate come un momento di aggregazione e condivisione, capace di coinvolgere l’intera comunità e riunire persone che, in tempi diversi, hanno preso parte alla vita del movimento. «Sarà un’occasione per ritrovare e riabbracciare chi ha condiviso con noi una parte di questa storia, per incontrare chi ne è protagonista oggi e per celebrare insieme un percorso che appartiene a tutti». Una festa senza orizzonti ma con una bussola: ovunque tu sia, sarò sempre con te...