Porti calabresi, lavoro ed energia: nuove strategie anche per Corigliano-Rossano
Il Comitato di Gestione dell’AdSP approva l’Addendum al Piano Organico per i fabbisogni occupazionali di Gioia Tauro e avvia il percorso per le Comunità Energetiche Rinnovabili nei cinque scali del sistema
CORIGLIANO-ROSSANO - Lavoro portuale e transizione energetica entrano nella programmazione dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio. Il Comitato di Gestione, presieduto da Paolo Piacenza, ha approvato due provvedimenti che interessano l’occupazione nello scalo di Gioia Tauro e il futuro energetico dell’intero sistema, compresi i porti di Corigliano Calabro e Crotone.
Sul primo fronte è stato approvato l’Addendum all’aggiornamento del Piano Organico dei Porti, richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito dell’iter relativo alla trasformazione dell’attuale Port Agency nel soggetto previsto dalla normativa sul lavoro portuale.
Il documento approfondisce traffici, domanda di lavoro e giornate di avviamento con l’obiettivo di definire con maggiore precisione i fabbisogni occupazionali di Gioia Tauro e la sostenibilità economico-finanziaria dell’Agenzia.
«La crescita deve essere accompagnata da un sistema del lavoro portuale adeguato, sostenibile, flessibile e in grado di rispondere alle esigenze operative attuali e future», sottolinea Piacenza.
Comunità energetiche nei cinque porti
Il secondo provvedimento riguarda l’avvio del percorso per costituire una o più Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei porti di Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro, Taureana di Palmi e Vibo Valentia, con la possibilità di coinvolgere anche aree retroportuali funzionalmente connesse.
Il progetto punta a mettere in relazione produzione da fonti rinnovabili, condivisione dell’energia e fabbisogni delle attività portuali. Saranno coinvolti operatori, concessionari, terminalisti ed enti pubblici attraverso consultazioni, incontri e manifestazioni di interesse.
L’AdSP prevede di avviare le consultazioni entro il 31 dicembre 2026. Il percorso proseguirà anche nel 2027 con la definizione delle configurazioni energetiche, della forma giuridica e degli eventuali impianti.