Olio extravergine, arriva il documento elettronico. Coldiretti Calabria: «Uno scudo contro i trafficanti per tutelare salute e redditi»
Il presidente regionale Franco Aceto esprime soddisfazione per la digitalizzazione delle movimentazioni di olive e olio. Coldiretti chiede ora controlli a tappeto sui magazzini della GDO e l'applicazione rapida del piano "ColtivaItalia"
CATANZARO – Svolta fondamentale per la trasparenza e la tutela dell'olio extravergine d'oliva calabrese. Con l'introduzione del documento di accompagnamento elettronico olivicolo prende il via la digitalizzazione della tracciabilità per le movimentazioni di olive e olio, una misura fortemente sollecitata da Coldiretti nei tavoli tecnici e nelle mobilitazioni dei mesi scorsi per contrastare le frodi alimentari.
Lo strumento permetterà di smascherare le speculazioni e bloccare l'ingresso sul mercato di oli stranieri o di bassa qualità – spesso deodorati, miscelati o addizionati con clorofilla – garantendo ai consumatori la massima chiarezza sugli scaffali e valorizzando il prodotto 100% italiano.
«Per la prima volta sarà possibile tracciare digitalmente la movimentazione di olive e olio – dichiara Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria –. È un risultato fondamentale che assesta un colpo duro ai trafficanti che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Ora, insieme ad Unaprol, occorre conoscere gli esiti dei controlli in corso sulle giacenze nei magazzini e sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata, affinché chi lavora onestamente non continui a pagare il prezzo di chi inganna».
Coldiretti evidenzia inoltre l'urgenza di accelerare sull'attuazione del piano ColtivaItalia, dotata di un fondo da 300 milioni di euro per l'olivicoltura e di tecnologie d'avanguardia (come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica) per la creazione di una banca dati nazionale. In piena campagna olivicola, il sindacato agricolo chiede verifiche rigorose e la massima trasparenza per evitare che i produttori locali restino vittime di manovre commerciali opache o del rifiuto del ritiro delle olive.