Morto sul lavoro a Castrovillari, la famiglia Malaj aspetta giustizia: Fillea in aula al suo fianco
Il 7 ottobre l’udienza preliminare per la morte di Edison Malaj, schiacciato da una lastra di cemento nel febbraio 2024. La Fillea CGIL annuncia la costituzione di parte civile
CASTROVILLARI – Oltre due anni di attesa, una famiglia che chiede risposte e un procedimento che arriva all’udienza preliminare. È fissato per mercoledì 7 ottobre, al Tribunale di Castrovillari, l’appuntamento giudiziario sulla morte di Edison Malaj, il lavoratore rimasto schiacciato da una lastra di cemento il 16 febbraio 2024.
A comunicarlo è la Fillea CGIL Calabria, che riferisce di numerosi rinvii e annuncia la propria presenza in aula per costituirsi parte civile accanto ai familiari.
«Il nostro pensiero va innanzitutto alla famiglia di Edison», dichiara il segretario generale Simone Celebre, richiamando il dolore della perdita e l’incertezza di un percorso giudiziario che stenta a partire.
La moglie Silvana Malaj affida a poche parole la sua richiesta: «Vogliamo che venga fatta giustizia e che tutti i colpevoli vengano puniti». Alla donna e ai figli Sara e Gabriele, il sindacato ribadisce la propria vicinanza «fino al pieno accertamento della verità».
La richiesta: assistenza legale senza limiti di reddito
La vicenda riporta al centro anche il peso economico che le famiglie delle vittime devono affrontare per sostenere il percorso giudiziario.
Celebre richiama la battaglia nazionale della Fillea per introdurre il gratuito patrocinio senza limiti di reddito per i familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro. Nel comunicato, il sindacato indica la proposta di legge a prima firma dell’onorevole Chiara Gribaudo e riferisce di una recente audizione in Commissione Giustizia insieme ad alcuni familiari.
Da qui l’appello ai parlamentari calabresi, invitati a sostenere concretamente l’approvazione della legge prima della fine della legislatura. La Fillea chiede inoltre che chi muore sul lavoro venga riconosciuto come vittima del dovere, con conseguenti sostegni fiscali e previdenziali per le famiglie.
«La sicurezza non può essere un costo da tagliare»
Accanto alla richiesta di giustizia, il sindacato insiste sulla prevenzione. «Nei cantieri la sicurezza non può più essere trattata come un costo da tagliare o un mero adempimento burocratico», afferma Celebre.
Le priorità indicate sono più controlli, attraverso il rafforzamento degli ispettorati del lavoro e delle ASL, formazione continua, rispetto delle norme sulla movimentazione dei carichi e sull’utilizzo delle attrezzature, contrasto al lavoro irregolare e ai ribassi negli appalti e nei subappalti.
Mercoledì il procedimento sulla morte di Edison Malaj arriverà dunque all’udienza preliminare. Per la famiglia resta una richiesta che attraversa tutta questa attesa: conoscere la verità e ottenere giustizia.