Marketing, Amarelli porta a Napoli il modello "Human to Human"
L'amministratore delegato Fortunato Amarelli è intervenuto a Villa Doria d'Angri per la conferenza internazionale dell'Università Parthenope e della SIMA. Un confronto d'eccellenza insieme a SSC Napoli, Pasta Cuomo e E. Marinella
NAPOLI – Nell'era in cui il marketing è dominato da metriche, clic e conversioni, il rischio concreto è quello di dimenticare la relazione umana che nessun algoritmo può rimpiazzare. È questo il nucleo del modello Human to Human illustrato da Fortunato Amarelli, amministratore delegato della storica Fabbrica di Liquirizia di Corigliano-Rossano, nel corso della conferenza internazionale "Shaping the Future Beyond Clicks – Gestione delle Tecnologie nelle strategie di Marketing", tenutasi a Villa Doria d'Angri e promossa dall'Università degli Studi di Napoli Parthenope in collaborazione con la Società Italiana di Management (SIMA) e la Società Italiana Marketing (SIM).
L'evento, che ha ospitato anche la finale nazionale 2026 del percorso per giovani manager Make IT a Case, ha visto il coinvolgimento di importanti realtà imprenditoriali nel panel "Dietro l'impresa – Aprire le porte per farsi conoscere, studiare e raccontare" moderato dalla docente Maria Rosaria Napolitano. Accanto ad Amarelli sono intervenuti Tommaso Bianchini (General Manager Business Area della SSC Napoli), Amelia Cuomo (AD di Pasta Cuomo) e Maurizio Marinella (AD della sartoria E. Marinella).
Nel corso del suo intervento, Amarelli ha evidenziato come l'intelligenza artificiale e gli strumenti digitali siano alleati preziosi per conoscere i mercati, ma non possano esaurire il senso profondo della relazione commerciale, che resta prima di tutto un incontro tra persone, aspettative e sensibilità. Una filosofia rafforzata da quasi tre secoli di storia d'impresa – fondata nel 1731 e portata avanti da dodici generazioni – in cui la continuità si è tradotta nella capacità di rinnovare i linguaggi senza spezzare il legame con il territorio d'origine e con la comunità, anche grazie all'esperienza di condivisione e conoscenza del Museo della Liquirizia.