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Lavori Santomarco? C'è un’altra strada per il Frecciarossa: l’ipotesi passa dalla Basilicata

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CORIGLIANO-ROSSANO – La strada per Roma e quindi per Firenze, Bologna potrebbe passare dalla Basilicata. Nel confronto sul futuro del Frecciarossa di Sibari si affaccia un’ipotesi che merita di essere approfondita: valutare l’itinerario verso Metaponto e Potenza come alternativa durante un’interruzione del collegamento con Paola legata ai lavori della Santomarco. Sicuramente non è l'ipotesi più veloce ma servirebbe a tenere in piedi la continuità di servizio in un periodo (il periodo natalizio) in cui il treno (l'unico che collega la Calabria del nord-est al resto del mondo) fa i massimi di trasporto.

Una possibilità tutta da verificare, ovviamente, sul piano tecnico, ma sicuramente non eretica.

Lo spunto arriva da un documento del responsabile territoriale UGL Ferrovieri Cosenza, Michele Costantino. Il sindacalista introduce nel dibattito un elemento preciso: la direttrice via Metaponto può avere una funzione alternativa quando viene meno la disponibilità dell’itinerario tirrenico. Dal momento che l’accesso da Sibari alla dorsale tirrenica si interromperà per i lavori, l’eventuale utilizzo del percorso attraverso la Basilicata diventerebbe un tema concreto di programmazione. E tra queste soluzioni anche la possibilità di farvi transitare anche il Frecciarossa.

Il valore di questa apertura sta proprio nell’anticipare il problema. Per un territorio che dispone di un collegamento diretto con il Nord, la continuità del servizio durante i cantieri riguarda la possibilità di organizzare un viaggio, raggiungere il lavoro, tornare a casa, programmare una vacanza. E richiede decisioni costruite prima che l’interruzione imponga soluzioni d’emergenza.

L’alternativa e i suoi limiti

Il documento dell’UGL non nasconde gli ostacoli. Costantino ricorda che, qualche anno fa, l’ipotesi di una relazione da Metaponto verso il Nord Italia aveva fatto emergere criticità sulla compatibilità del materiale rotabile con la linea, sulla sostenibilità economica e soprattutto sull’allungamento dei tempi di percorrenza. Un insieme di condizioni che avrebbe potuto compromettere l’attrattività del servizio. Ma trattandosi di una situazione eccezionale e temporanea (emergenziale, potremmo dire) sarebbe opportuno valutarla. Anche perché si tratterebbe di soli 70 km che il treno AV dovrebbe percorrere a velocità "normali", da Sibari fino alla connessione con Metaponto e, comunque, anche il percorso alternativo (lento) risulterebbe vantaggioso rispetto alle autolinee!  

Accanto alla lunga percorrenza, Costantino individua un’altra possibile vocazione della direttrice via Metaponto: favorire gli spostamenti e i flussi turistici tra Calabria e Puglia. Obiettivi diversi, precisa il documento, ai quali devono corrispondere servizi progettati sulle effettive esigenze dei viaggiatori.

Il punto fermo: il Frecciarossa di Sibari va mantenuto

Sulla tutela del servizio esistente, Costantino prende una posizione netta: «Il collegamento Sibari–Bolzano, o una sua futura relazione diretta con un’altra destinazione del Nord Italia, deve essere mantenuto e valorizzato. È un servizio ormai consolidato per la popolazione dell’Alto Ionio calabrese, con importanti ricadute anche sul turismo».

Una premessa che esclude qualsiasi lettura della proposta come rivendicazione a danno della Sibaritide. Per il responsabile territoriale dell’UGL Ferrovieri, il confronto sul futuro del treno «non deve trasformarsi in una contrapposizione tra territori».

Il rafforzamento dei collegamenti regionali viene indicato come una leva per consolidare il servizio: «I nuovi collegamenti regionali sulla direttrice Metaponto–Sibari e la prossima apertura della Crotone–Sibari potranno ampliare ulteriormente il bacino di utenza». Il criterio è quello dell’utilità per i viaggiatori: «Se queste innovazioni consentiranno di aumentare i passeggeri e migliorare l’accessibilità al servizio, ben vengano».

Cosenza rivendica un collegamento diretto

Dentro questa cornice, Costantino pone la questione cosentina: «Ma c’è una questione che non può essere trascurata: Cosenza non dispone di un collegamento ferroviario diretto con il Centro e il Nord Italia». Il sindacalista richiama un’esperienza che, nella sua ricostruzione, dimostra quanto quella domanda di mobilità sia concreta: «Chi ricorda il passato sa che l’Intercity diretto Cosenza–Roma Termini era un collegamento fortemente utilizzato, tanto che in diversi periodi trovare un posto a sedere risultava difficile».

Quel precedente diventa il punto da cui ripartire per costruire un’offerta: «È un precedente che dovrebbe far riflettere sulla domanda di mobilità del territorio e sulla necessità di costruire un’offerta adeguata, valutando sia nuove relazioni Intercity sia possibili collegamenti diretti con i servizi Frecciarossa già esistenti».

Il documento non definisce una soluzione operativa, ma indica con chiarezza l’obiettivo politico e territoriale: «Non chiediamo di sottrarre servizi a qualcuno, ma di superare una situazione che penalizza un territorio importante della Calabria». La sintesi è una richiesta di ampliamento dell’offerta: «Mantenere i collegamenti che funzionano e lavorare per aggiungerne altri deve essere l’obiettivo comune».

I treni si valutano su un anno, non su poche settimane

Poi la stoccata velata sulle polemiche degli ultimi giorni. Costantino interviene anche sul modo in cui si misura l’efficacia di un collegamento. «Un collegamento ferroviario non può essere giudicato sulla base di poche settimane o di appena due mesi di esercizio», sostiene.

Il riferimento è anche ai nuovi regionali sulla Rocca Imperiale–Metaponto, per i quali chiede un tempo di osservazione adeguato: «Prima di decretarne il successo o l’insostenibilità, occorre dare all’utenza il tempo di conoscerli e utilizzarli, considerando anche la stagione estiva e i flussi turistici». La valutazione proposta tiene insieme i conti del servizio e la sua funzione territoriale. «La valutazione deve riguardare un intero anno di esercizio, mettendo a confronto passeggeri, costi, ricavi e benefici per il territorio. Periodi di bassa domanda o interruzioni temporanee della linea non possono, da soli, diventare il parametro per decidere il futuro di un servizio».

È un richiamo che pesa nel dibattito sulla sostenibilità dei collegamenti ferroviari. Il rischio, avverte Costantino, è che un’analisi parziale finisca per «giustificare troppo facilmente la soppressione di collegamenti che, con una programmazione adeguata e tempi sufficienti per consolidarsi, potrebbero dimostrare la propria utilità».

Sul rapporto tra grandi cantieri e servizi, il documento invita a tenere distinti i due piani. «L’Alta Velocità come infrastruttura deve arrivare in Calabria», scrive Costantino, indicando tra gli interventi strategici quelli sulla direttrice tirrenica e la nuova galleria Santomarco. Ma l’attesa delle opere non esaurisce il problema dei collegamenti: «I Frecciarossa, invece, sono servizi che già circolano sulla rete esistente e collegano alcune località calabresi con il resto d’Italia. Il problema è che Cosenza rimane esclusa dai collegamenti diretti».

Da qui la richiesta: «In attesa del completamento delle infrastrutture, chiediamo quindi di verificare la possibilità di garantire al territorio cosentino collegamenti diretti verso il Centro-Nord, valutando le soluzioni praticabili, sia Intercity sia attraverso i servizi Frecciarossa, nel rispetto delle caratteristiche della rete e della sostenibilità economica».

L’appello chiama in causa i sindaci di Cosenza e Rende e il presidente della Provincia, ai quali viene chiesto di promuovere un’iniziativa condivisa nei confronti di Trenitalia, Regione Calabria e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «La mobilità ferroviaria riguarda il diritto allo studio, il lavoro, il turismo e lo sviluppo economico», ricorda Costantino. E conclude: «Cosenza non chiede privilegi. Chiede collegamenti adeguati alle esigenze dei cittadini e una programmazione ferroviaria capace di guardare all’intero territorio, senza contrapposizioni e senza valutazioni affrettate».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.