Incontro Poste Italiane: Castrovillari perde il presidio direzionale. Accorpato alla filiale di Cosenza
Nel corso dell'incontro di stamani l'azienda ha assicurato che i 104 uffici postali dell’area resteranno operativi, senza modifiche a orari, personale e servizi. Laghi deluso: «Nessun margine di trattativa»
CASTROVILLARI – Rassicurazioni sulla continuità dei servizi da una parte, preoccupazioni per la perdita di un presidio direzionale dall’altra. Restano distanti le posizioni sulla riorganizzazione di Poste Italiane dopo l’incontro dell’8 ottobre in Municipio a Castrovillari, tra i rappresentanti dell’azienda e gli amministratori locali del comprensorio del Pollino, guidati dalla sindaca Anna De Gaio.
Al centro del confronto, il progetto di accorpamento della filiale di Castrovillari con quella di Cosenza. Poste Italiane sostiene che il trasferimento riguarderà esclusivamente la direzione amministrativa e non avrà conseguenze sulla rete degli sportelli. Il consigliere comunale e regionale Laghi giudica invece insufficienti le garanzie ricevute e chiede di riprendere la mobilitazione territoriale, sospesa in attesa dell’incontro.
Le rassicurazioni di Poste Italiane
Secondo quanto comunicato dall’azienda, i 104 uffici postali dell’area interessata resteranno pienamente operativi: non sono previste chiusure né variazioni degli orari, del personale o dei livelli di servizio. I rappresentanti di Poste hanno inoltre escluso licenziamenti, richiamando l’accordo nazionale sottoscritto il 23 luglio 2026 da sei sigle sindacali a tutela dei lavoratori coinvolti.
La riorganizzazione, spiega l’azienda, punta a rafforzare la presenza sul territorio attraverso un modello a zone. Il nuovo assetto prevede cinque direttori di zona e cinque referenti di gestione operativa, individuati tra i direttori degli uffici postali locali. I responsabili commerciali di zona passeranno invece da quattro a cinque.
Per Poste Italiane, queste figure garantiranno un rapporto più diretto con cittadini, amministrazioni e realtà economiche locali. L’accorpamento rientra in un piano nazionale che interessa complessivamente 22 filiali: in venti casi, precisa l’azienda, le sedi coinvolte si trovano in capoluoghi di provincia, tra cui Taranto, Prato, Ravenna e Rimini.
Nella nota, Poste descrive l’incontro come aperto e costruttivo e ribadisce l’impegno a mantenere un confronto costante con gli amministratori del comprensorio.
Laghi: «Garanzie insufficienti»
Di segno opposto la valutazione di Laghi. «Sono completamente insoddisfatto dell’incontro», dichiara il consigliere, sostenendo che l’azienda abbia illustrato un programma già avviato dal 1° ottobre e destinato a concludersi entro fine anno, senza lasciare spazio a trattative o negoziazioni.
La sua contestazione riguarda soprattutto la soppressione del centro direzionale di Castrovillari e il mantenimento di Cosenza come unico riferimento provinciale. Una scelta che, a suo giudizio, riduce il ruolo territoriale della città e rischia di determinare difficoltà organizzative e disservizi.
Laghi richiama in particolare la vastità dell’area, la complessità della conformazione orografica e i problemi della viabilità: elementi che, secondo il consigliere, rendono insufficienti le assicurazioni sulla tenuta dei servizi con un solo centro direzionale.
Il consigliere prende inoltre le distanze dalla soddisfazione che, riferisce, sarebbe stata espressa dall’Amministrazione comunale. La difesa della filiale, sostiene, non rappresenta una rivendicazione campanilistica, ma riguarda i diritti dei cittadini di una parte consistente della provincia di Cosenza.
Da qui l’appello a riattivare la protesta: «Ritengo quindi necessario riprendere la mobilitazione, fin qui unitaria, sospesa in attesa di questo incontro, per ottenere garanzie concrete per l’intero territorio».