I trattori non arretrano: la protesta si allarga, il 14 ottobre appuntamento a Corigliano-Rossano
Sit-in pacifico dalle 8 sulla SS106 nei pressi della rotonda di Santa Lucia, contro caro gasolio e caro vita. Spezzano Albanese resta in presidio ad oltranza, a Cerchiara arrivano anche i sindaci: la mobilitazione mette radici nel territorio
CORIGLIANO-ROSSANO – I trattori non tornano nei capannoni. La protesta, invece, esce dai confini dei primi presidi e trova nuove piazze, altri sostenitori, un nuovo appuntamento. Mercoledì 14 ottobre, dalle ore 8, la mobilitazione contro il caro gasolio e il caro vita arriverà a Corigliano-Rossano: ritrovo in adiacenza alla Statale 106 Jonica, presso la rotonda di Santa Lucia, per una manifestazione annunciata dagli organizzatori come sit-in pacifico.
A promuoverla sono il Movimento Agricoltori e Allevatori e I Guardiani del Crati. Sulla locandina poche parole, senza giri diplomatici: «Basta al caro gasolio e al caro vita». Un messaggio che porta fuori dalle aziende una difficoltà molto concreta: continuare a lavorare mentre i costi assottigliano il margine, fino a mettere in discussione la convenienza stessa di farlo.
Il 14 ottobre sarà un nuovo passaggio di una protesta che, in queste settimane, non si è esaurita. Sta prendendo spazio.
Spezzano resiste, Cerchiara si mobilita
Inanto, a Spezzano Albanese il presidio prosegue ad oltranza. Questa mattina gli agricoltori hanno ricevuto la visita della consigliera regionale Elisa Scutellà, che ha portato sostegno alla mobilitazione e sollecitato maggiore attenzione sulla vertenza.
Intanto, nelle ultime ore, sul territorio si stanno organizzando nuovi presidi spontanei. L’ultimo a Cerchiara di Calabria, dove questa mattina, accanto ai manifestanti, sono arrivati anche diversi sindaci: tra gli altri Catapano di Frascineto, Ramundo di Cerchiara, Mundo di Trebisacce e Stamati di Plataci.
Una presenza che dà alla protesta una dimensione ulteriore. Perché nei comuni agricoli la difficoltà di un’impresa non resta chiusa dentro il suo cancello: raggiunge il lavoro, le famiglie, le attività che ruotano attorno alle produzioni. E finisce, inevitabilmente, sulla scrivania di chi amministra.
Da Spezzano a Cerchiara, fino all’appuntamento di Corigliano-Rossano, si sta dunque componendo una geografia del malessere. Presidi diversi, una preoccupazione comune: quanto ancora può reggere chi produce?
Il 14 ottobre la protesta arriva sulla 106
L’appuntamento di Santa Lucia punta a dare ulteriore visibilità alla mobilitazione. Un sit-in pacifico, ribadiscono i promotori, in un punto nevralgico della viabilità cittadina, accanto alla grande arteria che attraversa la Calabria jonica.
Il tema del gasolio tiene insieme la protesta, ma il richiamo al caro vita ne allarga il significato. Il conto del carburante arriva nelle aziende; quello dei rincari entra in tutte le case. È su questa sovrapposizione che la mobilitazione cerca di costruire attenzione e partecipazione.
Ora la presenza dei sindaci e dei rappresentanti regionali apre anche una questione politica: come trasformare la solidarietà ai presidi in risposte concrete? Le visite contano, soprattutto per chi da giorni resta sul posto. Ma dopo le strette di mano serve un seguito: portare le richieste nelle sedi competenti, ottenere interlocuzioni, indicare quali interventi siano possibili.