Comuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrio
Nei 58 Comuni del territorio, la banca dati Ca’ Foscari registra 15 procedure aperte. Canna entra in dissesto, Mandatoriccio chiude. La fotografia economica ha censito oltre 128 milioni di massa passiva solo nella Sibaritide-Pollino
CORIGLIANO-ROSSANO – Quindici municipi su cinquantotto. Dieci con un dissesto ancora aperto, cinque impegnati in una procedura di riequilibrio finanziario. Nella Calabria del nord-est la fragilità dei conti pubblici attraversa la costa e le aree interne, interessa piccoli paesi e centri di riferimento. Poco più di un Comune su quattro, il 25,9% del perimetro territoriale della Sibaritide-Pollino, risulta coinvolto in un percorso di risanamento ancora in corso.
È il quadro che emerge dall’incrocio dell’elenco dei 58 Comuni di Sibaritide, Pollino, Alto Jonio e Sila Greca con la banca dati Ca’ Foscari sulle criticità finanziarie dei Comuni italiani, richiamata dal portale della Fondazione IFEL. Una ricognizione effettuata il 3 ottobre 2026, sulla base degli stati registrati nell’archivio, che consente di dare nomi e dimensioni territoriali a un fenomeno spesso raccontato soltanto attraverso i totali regionali.
La mappa delle procedure aperte
Dissesto e riequilibrio non sono la stessa condizione. Nella lettura del territorio vanno distinti, così come occorre separare le procedure ancora aperte da quelle già concluse.

Canna entra, Mandatoriccio chiude
L’aggiornamento più recente riguarda Canna, che ha dichiarato il dissesto il 3 giugno 2026: il precedente percorso di riequilibrio, avviato nel 2023, risulta sfociato nella nuova procedura.
A San Donato di Ninea, invece, la dichiarazione risale al 13 agosto 2025. Il Comune ha successivamente pubblicato l’avviso per la rilevazione delle passività da parte dell’Organo straordinario di liquidazione.
Ci sono anche percorsi conclusi: San Lorenzo del Vallo e Mandatoriccio risultano con il dissesto chiuso. L’approvazione del rendiconto della gestione dell’Organo straordinario di liquidazione è registrata, rispettivamente, il 13 marzo 2025 e il 17 marzo 2026. Due cambiamenti che impediscono di riproporre senza aggiornamenti gli elenchi del passato.
Il peso economico: la fotografia di fine 2024
Per misurare gli importi occorre fissare con precisione la data. La tabella CAL/7 della precedente relazione della Corte dei conti riportava, al 31 dicembre 2024, sedici Comuni appartenenti al nostro perimetro. La somma delle masse passive indicate era di 128.240.366 euro.

Questi importi non rappresentano il debito residuo verificato a oggi. La tabella comprende Mandatoriccio e San Lorenzo del Vallo, successivamente usciti dalla procedura; colloca Canna ancora nel riequilibrio e precede il dissesto di San Donato di Ninea. Non va quindi sovrapposta alla mappa delle procedure attualmente censite.
Una questione che riguarda il territorio
Il conteggio delle procedure e la misurazione delle passività rispondono a due domande diverse: quanti enti stanno ancora affrontando un risanamento e quale dimensione economica avevano le criticità rilevate. Confonderle produrrebbe un racconto impreciso.
Anche i 43 Comuni che non compaiono nell’elenco delle procedure aperte non possono essere automaticamente descritti come enti senza difficoltà: l’assenza da questa classificazione non certifica, da sola, la salute complessiva dei bilanci.
La mappa offre però un punto di partenza concreto per discutere del futuro della Calabria del nord-est. Accanto allo spopolamento e alla distanza dai servizi, c’è la capacità finanziaria delle istituzioni chiamate a tenere insieme le comunità. Il futuro dei paesi passa anche dalla tenuta dei loro municipi.