Binario morto, l’Alto Jonio chiede treni veri: raccolta firme alla stazione di Trebisacce
Il collettivo NOI lancia una mozione alla Regione per ottenere più corse negli orari utili. Primo banchetto venerdì 9 e sabato 10 ottobre, dalle 12: «Non si tratta. Si pretende»
TREBISACCE – Il treno deve passare quando serve a chi lo prende. È una richiesta elementare, ma nell’Alto Jonio diventa ancora una battaglia da portare in piazza. O, questa volta, direttamente in stazione. Il collettivo NOI – Nuova Onda Ionica lancia "Binario morto", un’iniziativa di raccolta firme per chiedere alla Regione Calabria più corse ferroviarie negli orari realmente utili al territorio.
Il primo banchetto è annunciato per venerdì 9 e sabato 10 ottobre, dalle ore 12, alla stazione di Trebisacce. Qui sarà possibile firmare la mozione con cui il collettivo intende sollecitare un servizio «serio e ragionato».
«L’Alto Jonio non ha ancora bisogno di annunci. Ha diritto a un treno vero», scrive NOI nel messaggio che accompagna l’iniziativa. Il bersaglio è la distanza tra la promessa di mobilità e la possibilità concreta di organizzare i propri spostamenti con il trasporto ferroviario.
La richiesta mette al centro gli orari. Perché il valore di un collegamento si misura anche nella sua capacità di accompagnare la giornata delle persone: raggiungere una destinazione quando occorre, poter tornare, trovare coincidenze utilizzabili. Una corsa sul tabellone diventa un servizio quando entra nella vita di chi dovrebbe prenderla.
La richiesta è chiarissima e semplice: istituire tre coppie di treni regionali che attraversino la linea jonica a nord di Sibari (perché anche quella è Calabria!) e rimodulare gli orari dell'IC Reggio Calabria-Taranto-Bari/Lecce così da renderlo utile ai pendolari che ogni giorno si recano fuori regione per lavoro. Il destinatario della mozione, ovviamente, è la Regione, affinché vari una programmazione ferroviaria costruita sulle esigenze effettive dell’Alto Jonio.
La chiusura dell’appello lascia poco spazio alle formule di circostanza: «Non ci stiamo. Su questo non si tratta. Si pretende». Alla Regione, ora, NOI chiede una risposta che possa essere letta su un orario ferroviario.