Ad Amendolara il mare diventa accessibile: due brevetti sub e la proposta di un polo per la disabilità
Francesco Volse e Gianluca Vuodo concludono il percorso di subacquea adattiva. Straface propone servizi permanenti al Parco Marino. Greco chiede personale e risorse: l’inclusione deve andare oltre il progetto pilota
AMENDOLARA – Per Francesco Volse e Gianluca Vuodo, due giovani con paraplegia, il mare della Secca di Amendolara è diventato un luogo da esplorare anche sott’acqua. La consegna dei loro brevetti WASE DivEducation segna il risultato del progetto «Super Abile» e apre una prospettiva per il territorio: trasformare questa esperienza in un servizio stabile, facendo di Amendolara un polo della subacquea adattiva.
È la proposta avanzata dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface durante l’incontro «La Calabria, una montagna in mezzo al mare – Tra promozione e inclusione», ospitato sabato 3 ottobre nella sede del Parco Marino Regionale Secca di Amendolara.
Il progetto, promosso dall’Ente Parchi Marini Regionali, è stato realizzato dall’Associazione Nazionale di Azione Sociale di Amendolara, in collaborazione con «Mani Aperte A Foglia – Leonardo APS». Un percorso che ha unito formazione, preparazione e accompagnamento specialistico per consentire alle persone con disabilità di praticare l’attività subacquea.
La sfida, adesso, è dare continuità a quanto sperimentato. La proposta illustrata da Straface punta a costruire un’offerta capace di accogliere persone con disabilità e famiglie, formare professionalità specializzate e sviluppare nuove opportunità turistiche legate alla fruizione accessibile del mare.
Il percorso WASE DivEducation ha previsto addestramento personalizzato, familiarizzazione con l’attrezzatura, procedure di sicurezza e adattamento delle tecniche alle esigenze dei partecipanti.
Il principio richiamato da Vittorio Bianchini, CEO WASE DivEducation, e dall’istruttore Roberto Crocco è preciso: rendere accessibile la subacquea richiede preparazione degli istruttori e capacità di personalizzare tecniche e procedure, mantenendo gli standard di sicurezza.
Straface ha indicato Francesco e Gianluca come i protagonisti della giornata, sottolineando il valore di un’esperienza che dimostra come formazione e sostegno qualificato possano ampliare le possibilità di scelta delle persone con disabilità.
L’assessore ha inoltre riconosciuto il lavoro di Antonello Ciminelli, responsabile della sede operativa EPMR di Amendolara, evidenziando la necessità di affiancare all’impegno finora garantito risorse umane, economiche e organizzative.
Su questo punto è intervenuto anche il direttore generale dell’EPMR Raffaele Greco. L’Ente gestisce sei Parchi Marini Regionali e 28 Zone speciali di conservazione marino-costiere, ma, secondo il direttore, dispone di risorse ordinarie insufficienti rispetto all’ampiezza delle proprie funzioni.
La richiesta riguarda il rafforzamento strutturale del personale, degli strumenti e della capacità amministrativa, per sostenere la programmazione e assicurare continuità ai progetti avviati.
Greco ha ringraziato Ciminelli per il lavoro svolto a titolo volontario e per il coordinamento di «Super Abile». Ha inoltre ricordato il contributo di Straface al percorso di istituzione del Parco, accompagnato dal supporto scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Una possibile strada passa dalla misura regionale «Centri Aperti Vite Libere», destinata all’avvio e al potenziamento dei Centri polivalenti per persone con autismo e altre disabilità con bisogni complessi.
Il programma interessa 20 macroaree corrispondenti ai Distretti sociosanitari, con oltre 10,3 milioni di euro per percorsi di autonomia, inclusione sociale e lavorativa, sport e partecipazione alla vita delle comunità.
Per l’Alto Jonio, Straface propone di mettere in relazione questa misura, l’Ambito territoriale sociale di Trebisacce e l’esperienza del Parco Marino. Un collegamento da costruire e verificare, con l’obiettivo di integrare servizi alla persona, attività sportive e accesso al mare.
Per Ciminelli, servizi qualificati potrebbero rendere la Calabria una destinazione scelta proprio per le competenze e le esperienze dedicate alle persone con disabilità. Alla conoscenza del patrimonio sommerso contribuiscono anche i visori in realtà virtuale, utilizzati soprattutto per avvicinare i bambini alla Secca di Amendolara.
Chiara Giommi, della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha richiamato il valore culturale ed esperienziale degli ecosistemi: paesaggio, conoscenza e benessere affiancano la funzione ambientale delle aree protette.
Una prospettiva condivisa dal commissario del Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise, che ha sottolineato la possibilità di tenere insieme tutela e fruizione sostenibile, superando una rappresentazione dei Parchi limitata ai divieti.
All’incontro, condotto dal comunicatore Lenin Montesanto, sono intervenuti anche il sindaco di Roseto Capo Spulico Giovanni Pugliese e, per l’amministrazione di Amendolara, il consigliere delegato all’Ambiente Mario Grisolia e il presidente del Consiglio comunale Angelo Soldato.
La consegna dei due brevetti offre così un punto di partenza concreto. Il passo successivo sarà costruire un’organizzazione che permetta ad altre persone di vivere la stessa esperienza: con istruttori, servizi e risorse disponibili nel tempo.