Fascia tricolore indossata da assessori e consiglieri: Corigliano-Rossano Domani solleva il caso istituzionale
Secondo il gruppo consiliare di opposizione ci sarebbero dubbi sulla legittimità di questo «uso improprio» nelle cerimonie pubbliche
CORIGLIANO-ROSSANO - «A Corigliano-Rossano la fascia tricolore è diventata un accessorio». Sono queste le parole che aprono la nota del gruppo di opposizone Corigliano-Rossano Domani sul tema dell'uso improprio della fascia tricolore nelle cerimonie pubbliche.
«A Corigliano-Rossano - si legge - è arrivato il momento in cui i simboli smettono di essere istituzioni e diventano maschere da indossare.
La fascia tricolore – che per legge è il distintivo del Sindaco – viene ormai indossata con la disinvoltura tipica della normalità da assessori, consiglieri e delegati. Non in casi eccezionali. Non per funzioni specifiche. Ma quasi sistematicamente, ogni volta che il Sindaco non è presente. Il problema è che questa prassi non è solo discutibile, è semplicemente illegittima. La confusione nasce da un'idea assolutamente sbagliata: qualsiasi rappresentante del Comune può indossare la fascia».
«Ma la legge - spiegano - dice altro: l'articolo 50 del D.Lgs. 267/2000 è chiarissimo: la fascia tricolore è il distintivo del Sindaco. Non dell'ente,non della maggioranza, non di chi è "delegato". Non è un simbolo collettivo bensì un segno personale e istituzionale. Il Ministero dell'Interno lo ha ribadito più volte: in caso di assenza del Sindaco, la fascia può essere indossata solo dal Vicesindaco. Non da assessori, non da consiglieri. Non da figure ibride nate nelle pieghe della politica locale. Eppure, a Corigliano-Rossano, questo principio sembra sospeso».
«L'unico caso previsto dalla legge per poter delegare l'uso della fascia è per agire come Ufficiale di Stato Civile esclusivamente durante la celebrazione di matrimoni o la costituzione di unioni civili. Un abuso diventato consuetudine. Basta osservare le cerimonie pubbliche: inaugurazioni, commemorazioni, eventi istituzionali. Il copione è sempre lo stesso: il Sindaco non c'è, arriva un delegato e indossa la fascia, come se fosse un pass. Come se bastasse "rappresentare" per legittimarsi. Ma la fascia non è un lasciapassare, è un simbolo della Repubblica. Se lo declassiamo a oggetto da indossare a turno, perde il suo significato. Il danno non è estetico, è istituzionale».
«Qualcuno potrebbe dire: è solo una formalità. Non lo è. Quando chiunque indossa la fascia, il ruolo del Sindaco si svuota e la rappresentanza si trasforma in esibizione. E il vero problema è che nessuno mette un limite. Se questa prassi continua, è perché nessuno la ferma. Non la ferma la struttura amministrativa, che spesso rinuncia a esercitare un ruolo di garanzia. Non la ferma il Sindaco, perché conviene distribuire visibilità. E così si consolida un'abitudine che diventa regola, anche se la regola dice proprio il contrario. A Corigliano-Rossano, oggi, chi difende il significato della fascia tricolore? Perché continuare a tollerare questo uso improprio significa che i simboli contano meno della visibilità e, ancor peggio, che l'istituzione possa essere piegata alla comodità del momento».
«La fascia tricolore - concludono - non è un accessorio. Non è un premio. Non è un favore politico. È il segno del Sindaco. E se tutti la indossano, allora non rappresenta più nessuno».